Mortara, 12 settembre 2017 - I valori della diossina nell’aria sono in costante calo. Lo attestano le rilevazioni dell’Arpa relative a venerdì e sabato. I riscontri al terzo e quarto giorno dell’incendio che ha interessato la Eredi Berté di Mortara indicano i valori degli inquinanti in misura sensibilmente inferiore al limite di attenzione indicato dall’Organizzazione Mondiale della sanità. I venti e le piogge hanno contribuito a diluire la nube che si è sprigionata dall’area di stoccaggio dell’azienda, alla periferia di Mortara.

L’intervento dei vigili del fuoco è comunque ancora in corso: ormai focolai attivi non ce ne sono più e i fumi che ancora si levano dall’ammasso di rifiuti sono per lo più causati dal vapore. Si dovrà comunque attendere che l’incendio sia completamente estinto per fare un quadro attendibile del possibile impatto sull’ambiente. La previsione è che l’intervento dei vigili del fuoco si esaurisca non prima di metà settimana, forse domani. Domenica le operazioni di smassamento dei rifiuti hanno consentito di arrivare al capannone dove è stipato altro materiale e dove, si ipotizza, può essersi originato l’incendio. Ieri mattina intanto il sindaco di Mortara, Marco Facchinotti ha fatto un punto della situazione. "I dati dell’Arpa indicano livelli di inquinanti in misura non preoccupante – ha detto il primo cittadino –. Qualcuno ha espresso dubbi sulla validità e ha ipotizzato l’eventualità di procedere ad analisi presso istituti privati. Faccia pure: l’Arpa è il nostro unico riferimento". Il primo cittadino ha poi posto l’accento sulla presenza degli impianti di stoccaggio di rifiuti sul territorio chiedendo che "il Governo e la Regione offrano ai Comuni la possibilità di avviare un’azione di vigilanza". Sabato pomeriggio alle 15 intanto, per un’iniziativa promossa in rete, si svolgerà una manifestazione in piazza del Teatro a Mortara.

"Se, come è stato annunciato, sarà un evento senza connotazioni politiche – ha aggiunto Facchinotti – noi ci saremo". Il primo cittadino ha poi tranquillizzato i mortaresi circa il fatto che nei giorni dell’emergenza dai rubinetti delle case l’acqua scendeva opaca. Si è trattato, ha spiegato, solo dell’effetto dell’aumento della pressione delle condutture necessaria per poter assicurare gli approvvigionamenti ai vigili del fuoco che hanno potuto lavorare al meglio grazie alla collaborazione dell’associazione Est Sesia, che gestisce le acque nel territorio: ha aperto i propri canali fornendo quell’acqua che, nel luogo dell’incendio, era scarsa. L’acqua di deflusso invece, ad eccezione di quella della “diga” creata dai vigili del fuoco in prossimità del rogo per raffreddare la massa dei rifiuti smossi, prelevata da una azienda specializzata, è finita nel depuratore comunale. Nei giorni dell’emergenza la struttura ha fatto registrare un sovraccarico del 16%.