Pavia, 5 ottobre 2017 - L'ex ministro dell’Interno, e poi della Giustizia, Annamaria Cancellieri ieri mattina ha deposto come testimone in aula in tribunale a Pavia. Cancellieri è stata convocata per essere sentita riguardo un processo per diffamazione che vede come imputati cinque giornalisti della Rai e come parte offesa l’ex vice capo della Polizia di Stato Nicola Izzo. Nel 2014 fu archiviata una vicenda giudiziaria che lo riguardava, accuse da cui fu prosciolto. Infatti, Izzo nel 2012 si era dimesso in seguito all’accusa di irregolarità nell’affidamento degli appalti per realizzare il Centro elaborazione dati di Napoli. Un affare da 37 milioni di euro, la gara secondo gli inquirenti era stata manovrata.

Le accuse all’inizio erano state avanzate da un «corvo» al Viminale, un anonimo che aveva inviato un esposto denunciando i presunti malaffari che ruotavano attorno all’appalto. In seguito all’inchiesta che ne derivò, Izzo fu prosciolto dalle accuse e la vicenda venne archiviata. Izzo successivamente aveva denunciato diversi giornalisti che si erano occupati della vicenda, che sono quindi finiti alla sbarra per diffamazione. Il processo ai cinque cronisti televisivi è in corso a Pavia, sebbene l’inchiesta principale da cui deriva sia stata gestita a Roma, perché la parte offesa, Izzo appunto, risiede in provincia: a fine anni Ottanta era stato anche comandante della Polizia stradale di Pavia. L’ex Ministro Cancellieri è stata chiamata come testimone in quanto all’epoca dei fatti, il 2012, guidava il dicastero dell’Interno, cui l’amministrazione della Polizia fa riferimento.

Oltretutto, a lei il «corvo» aveva inviato il dossier anonimo, da cui era nata l’indagine che aveva visto coinvolto Izzo. Ieri l’ex Ministro in tribunale a Pavia ha ripercorso quanto accaduto quando partì l’inchiesta. Izzo aveva deciso di dimettersi dal ruolo di vice capo della Polizia, richiesta che lei inizialmente aveva respinto: «Quando ci siamo confrontati sul tema delle dimissioni, lui si rendeva conto che per l’amministrazione era importante fare un passo indietro», ha spiegato in aula Cancellieri.

Ha inoltre affermato che la vicenda fu qualcosa «che un’amministrazione non può consentire» e sottolineando che la materia della «gestione degli appalti è difficilissima, la normativa è eccessivamente complessa».