Pavia, 15 giugno 2017 - Il presidente della Repubblica non ha fatto in tempo a lasciare Pavia, che sono piovute le polemiche. A sollevarle sono stati i grandi esclusi, i consiglieri comunali che non sono stati invitati nell’aula magna del collegio Ghislieri in cui si celebravano i 450 anni dalla fondazione dell’istituzione. «Nei giorni scorsi avevo sollecitato la nostra presenza - ha detto Francesco Brendolise (Pd) - pensavo fosse una dimenticanza. Invece non abbiamo proprio ricevuto alcun invito». In sala, infatti, a parte il sindaco Massimo Depaoli, il presidente della Provincia Vittorio Poma e il governatore Roberto Maroni, non c’erano altri esponenti politici del territorio. «Io sono stato invitato non come consigliere comunale - ha sottolineato Sergio Maggi (Pd) -, ma come cavaliere al merito della Repubblica e lo stesso è accaduto ad Antonio Sacchi che era presente a titolo personale non come presidente del Consiglio comunale». Ma Brendolise non ci sta: «In passato i consiglieri comunali sono sempre stati invitati quando il Presidente della Repubblica veniva in città, adesso non si usa più. Eppure non siamo figli della serva. Hanno preso un abbaglio, scriverò una lettera al Quirinale».

Dispiaciuto anche Rodolfo Faldini (gruppo misto): «Mi sarei aspettato un invito, non tanto per rispetto verso di me o del ruolo che ricopro, quanto nei confronti delle centinaia di cittadini che m’hanno eletto e che rappresento ancora a tutti gli effetti. Ringrazio tutti coloro che hanno avuto questa alta sensibilità istituzionale». Fortemente critico anche Giuseppe Polizzi (M5S) che parla di ‘sgarbo istituzionale’. «Non mi stupisce - ha aggiunto -: questo Paese è governato dal Pd che non perde occasione per mostrare la sua arroganza». E pure i consiglieri regionali non hanno ricevuto alcun invito, ma hanno appreso della visita del Capo dello Stato quando in Consiglio regionale il presidente Cattaneo ha fatto presente che Maroni si trovava a Pavia per incontrare Mattarella. «Di fronte a un invito ufficiale avrei fatto in modo di essere presente - ha fatto notare Giuseppe Villani (Pd) ‘escluso’ come Vittorio Pesato (Fi) - invece non siamo stati avvisati». A decidere chi poteva essere presente, però, non è stato il collegio Ghislieri, ma il Quirinale che ha consegnato al collegio l’elenco delle figure istituzionali da invitare. E tra quelle i 32 consiglieri comunali e i tre regionali non c’erano, mentre i parlamentari che avevano ricevuto l’invito hanno dovuto disertare l’incontro perché a Roma erano previste votazioni.