Mortara, 9 settembre 2017 - Ora è il tempo di fare chiarezza. Le indagini avviate dai carabinieri sul rogo che ha interesato la Eredi Bertè di Mortara dovranno dare risposte a diversi interrogativi. E lo stesso dovranno fare gli accertamenti dell’Arpa, quelle stesse verifiche che erano previste proprio per mercoledì mattina e che non si sono potute svolgere nella loro interezza. La notizia dell’incendio ha trovato gli ispettori già sulla via Mortara: per loro la disposizione è stata compiere le valutazioni possibili. Da verificare c’era la massa di rifiuti che si trova sul piazzale, accertarne la corretta differenziazione e la quantità rispetto alle autorizzazioni. L’azienda, della quale sono titolari Vincenzo e Giuseppe Bertè, 50 e 46 anni, ha sette dipedenti e riceve i rifiuti di diversi Comuni del circondario. Negli ultimi anni ha visto calare in modo significativo il suo fatturato. Dallo scorso anno è entrata nell’ambito dei controlli annuali disposti dell’Arpa. In precedenza le verifiche spettavano alla Provincia.

In base all’autorizzazione rilasciata nel 2009 dall’ente, che non prevedeva nessuna procedura di valutazione di impatto ambientale, ma alcune precise disposizioni, doveva essere predisposto «un programma di monitoraggio relativo ai quantitativi di rifiuti in entrata e ai quantitativi di rifiuti o materie prime seconde in uscita e un programma giornaliero dei conferimenti, organizzato in modo tale che la viabilità dell’area non venga appesantita e non si arrechi disturbo alla popolazione residente nelle vicinanze dell’area». In base al provvedimento, i risultati dello studio sono stati sottoposti ad Arpa per eventuali soluzioni impiantistiche in caso di impatto oltre soglia di legge e la predisposizione di un programma di manutenzione dei piazzali, compresa la pulizia, della rete di raccolta acque meteoriche, delle apparecchiature con documentazione cartacea costituita da un registro delle manutenzioni, da tenersi a disposizione delle autorità di controllo; la regolamentazione interna affinché i veicoli carichi in entrata ed in uscita siano dotati di apposita copertura atta ad evitare dispersioni dei rifiuti, lo stoccaggio, la movimentazione ed il trasporto».

Da un punto di vista gestionale l’impianto in base all’autorizzazione deve funzionare 6 giorni alla settimana, 300 giorni l’anno con una capacità di trattamento di 100mila tonnellate l’anno, pari a 333,33 tonnellate al giorno. Tra gli aspetti che di sicuro hanno mostrato delle falle c’è la disponibilità di acqua per far fronte all’emergenza: la scarsa pressione degli idranti a disposizione ha costretto i vigili del fuoco ad approvvigionarsi altrove, rendendo più complicato un intervento che rischia di protrarsi per diversi giorni ancora. La situazione si è sbloccata grazie al via libera dell’Est-Sesia.