Pavia, 12 febbraio 2017 - Andrea Sempio entra negli uffici della Procura di Pavia attorno alle cinque e mezzo di venerdì pomeriggio, accompagnato dai difensori Massimo Lovati, Federico Soldani con il sostituto processuale Simone Grassi. Si mostra tranquillo mentre, per poco meno di un’ora e mezzo, risponde alle domande del procuratore aggiunto Mario Venditti e del pm Giulia Pezzino. Ventotto anni, di Garlasco, impiegato in un negozio di telefonia all’Ipermercato di Montebello della Battaglia, Sempio è iscritto nel registro degli indagati della Procura pavese per omicidio volontario di Chiara Poggi, uccisa nella sua abitazione di Garlasco la mattina del 13 agosto 2007. Un atto dovuto dopo che la madre di Alberto Stasi (condannato definitivamente a 16 anni per la morte di Chiara) aveva presentato un esposto alla Procura generale di Milano con gli esiti di una consulenza affidata dai difensori: secondo il biologo forense Pasquale Linarello esisterebbe piena compatibilità fra il Dna di Sempio e quello rimasto sulle unghie di due dita della vittima.

Andrea Sempio ribadisce la sua verità. L’amicizia di sempre con Marco, fratello minore di Chiara, suo coetaneo e compagno di scuola dalle elementari. La superficiale conoscenza con Chiara. Nessuna conoscenza, neppure di vista, con Stasi. Le tre brevissime telefonate dal suo cellulare a casa Poggi, il 4, il 7 e l’8 agosto del 2007. Perché chiama il 7 e l’8 se l’amico è partito il giorno 5 per le vacanze in Trentino con i genitori? Marco, è la spiegazione, aveva avvertito della partenza imminente, senza indicare la data. Il suo telefonino risultava irraggiungibile. Per questo Andrea lo ha cercato.

La mattina dell’omicidio. A casa fino alle 10 in attesa che la madre rincasasse e gli lasciasse l’auto per raggiungere una libreria di Vigevano. Spiega la storia dello scontrino che ha conservato per 14 mesi. È stato rilasciato alle 11.18 del 13 agosto 2007 al parcheggio di piazza S. Ambrogio della città ducale. Chiara Poggi è stata uccisa fra le 9.12 e le 9.35. Sempio è stato ascoltato una prima volta il 18 agosto dai carabinieri di Pavia. Qualche giorno dopo ha trovato lo scontrino sull’auto. La mamma gli ha consigliato di tenerlo. Il 4 ottobre 2008 lo hanno convocato i carabinieri di Vigevano per la storia delle tre telefonate. È stato allora che ha parlato dello scontrino. Accompagnato dal padre Giuseppe, è tornato a casa per prenderlo e lo ha consegnato ai militari. Nessuna domanda diretta sul suo codice genetico sulle unghie di Chiara, ma i magistrati pongono più domande sui locali di casa Poggi dove Marco, Andrea e gli altri amici stazionavano abitualmente (la stanza di Chiara e una saletta), l’utilizzo del pc della ragazza perché Marco non disponeva di uno suo, i videogiochi che facevano. Il 17 dicembre 2014, quando la Corte d’Assise d’Appello condanna Alberto Stasi, Sempio pubblica sulla sua pagina Facebook il disegno di una ragazza, di un giovane e di una volpe con una frase in francese che richiama quella, celebre, del «Piccolo principe»: «L’essenziale è invisibile agli occhi ... non dimenticare il mio segreto». Nessun messaggio sotterraneo, precisa l’indagato: l’immagine gli era piaciuta e il libro di Saint-Exupery è una delle sue letture favorite.