Garlasco (Pavia), 30 marzo 2017 - Andrea Sempio rincasa poco dopo l’una del pomeriggio a bordo della Suzuki nera di famiglia. Il padre è al volante, la madre è seduta sul sedile posteriore. Andrea è uscito definitivamente dall’inchiesta Garlasco bis. Giuseppe Sempio, il padre, spiega:«Cerchiamo di tornare alla vita di prima».

Come sono stati questi tre mesi?

«Tremendi. Ma non ho mai dubitato di mio figlio».

Pensa che sia stato fatto del male ad Andrea?

«Hanno fatto quello che potevano fare. C’è sempre chi fa una cosa e chi fa il suo opposto».

Con Andrea cosa vi siete detti?

«Ci siamo sempre fatti coraggio a vicenda per tutto questo tempo». I magistrati che hanno completamente scagionato il ventinovenne di Garlasco, amico del fratello della vittima Chiara Poggi, hanno giudicato «inconsistente» la consulenza genetica affidata dalla difesa di Alberto Stasi (che sconta una condanna definitiva a 16 anni per l’omicidio della fidanzata Chiara) a un biologo forense che aveva individuato una perfetta compatibilità fra il Dna di Sempio e quello rimasto su due unghie della vittima. Ritenuto veritiero l’alibi di Andrea per la mattinata del 13 agosto 2007, quando Chiara, inconsapevole, spalancò la porta di casa al suo assassino. Spiegata anche l’apparente anomalia dello scontrino conservato da Sempio per oltre un anno: «L’idea di trattenerlo – scrivono i pm – è venuta alla madre, alla luce del drammatico accadimento occorso quel giorno e della elevata probabilità che il figlio, amico del fratello della vittima venisse sentito».