Stradella (Pavia), 9 gennaio 2018 - Incompiuta da più di un secolo quando il progetto dell’allora primo ministro del Regno d’Italia, Agostino Depretis, anziché arrivare a collegare Oltrepo e Lomellina, si è «fermato» per mancanza di fondi a Bressana. La storica linea ferroviaria, rimasta sempre a binario unico, da Broni appunto fino a Bressana, quando si inserisce sulla Milano-Genova, entro un anno (massimo due), sarà la prima in Lombardia ad essere “manovrata” a distanza, con il computer. Proprio così.

Il primo step è per domenica prossima, 14 gennaio quando la stazione di Stradella, super informatizzata dopo lavori proseguiti per più di un anno, sarà disattivata, senza più presidio fisico. Poi dovrebbe toccare a Broni, mentre le stazioni intermedie di Barbianello, Pinarolo Po e Bressana Argine sono già, da anni, senza presidio (e sempre più precarie). Non è un mistero che, a Stradella si guarda con una certa apprensione all’imminente count down dei servizi in stazione al punto che, oggi, ci sarà anche un summit fra comune rappresentato dal sindaco Piergiorgio Maggi e vertici di Rete Ferroviaria Italiana. Il timore è che la stazione che il comune ha avuto, nel 2012, in comodato per 9 anni ma che occupa solo per un infopoint, possa diventare un deserto. Con tutto quello che ne consegue in termini di rischi e non solo. Sarà pure un contratto a costo zero per il comune ma ora c’è, da subito, ad esempio la questione sul come garantire l’apertura (15 minuti prima del primo treno in partenza alle 5,55) e la chiusura (15 minuti dopo l’arrivo dell’ultimo treno alle 22,05) della struttura. Un sistema automatizzato rischia di non essere la soluzione, in caso di ritardi (frequenti) dei treni, due dei quali, fra l’altro, resteranno (a meno di modifiche) in sosta, di notte, a Stradella.