Pavia, 13 febbraio 2018 - Non è solo uno dei 18 arrestati, ma sarebbe la "mente" che, attraverso contatti in Lazio, avrebbe organizzato una frode fiscale fruttata oltre 90 milioni di euro. E.F., 56enne di Valle Salimbene, è stato portato in carcere a Torre del Gallo in esecuzione dell'ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Latina, Pierpaolo Bortone, che ha portato a 18 arresti e al sequestro di beni per oltre 15 milioni di euro. Ma è di oltre 90 milioni di euro il valore complessivo della frode fiscale, attuata mediante l'emissione e l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, contestata dalle indagini del Comando provinciale delle Fiamme gialle di Latina, coordinate dai sostituti procuratori Luigia Spinelli e Giuseppe Bontempo.

Le indagini sono risalite a ritroso, dalle società cooperative che operavano in Lazio, ai due capofila, l'imprenditore pavese e un commercialista di Aprilia. Tra gli arrestati, altri 6 commercialisti "che mettevano a disposizione del sistema criminoso - spiega la Guardia di finanza di Latina - le loro specifiche competenze professionali, per la contabilizzazione di costi derivanti da false fatture e per la certificazione dei crediti Iva derivanti dalle operazioni oggettivamente inesistenti". Gli accertamenti della Fiamme gialle pontine hanno individuato anche due pubblici ufficiali corrotti.