Pavia, 7 gennaio 2018 - "Attendiamo i risultati delle analisi che devono ancora essere effettuate: in particolare degli esami dell'Ats sul deposito a terra delle sostanze inquinanti durante l'incendio. Per il momento resta in vigore l'ordinanza comunale che vieta il consumo dei prodotti dell'orto e il pascolo degli animali". A parlare è Angelo Della Valle, sindaco di Corteolona e Genzone, dove mercoledì 3 gennaio è scattato l'allarme ambientale in seguito all'incendio avvenuto in un capannone dove sarebbero stati accatastati abusivamente dei rifiuti pericolosi.

Ieri sera il sindaco, come gli altri amministratori della zona, ha ricevuto la comunicazione dall'Arpa che nelle 12 ore successive all'incendio (dalle 22.30 di mercoledì 3 gennaio alle 10.30 del giorno successivo) nell'area di Cascina San Giuseppe (dove è stata installata la centralina) è stata rilevata una presenza di diossina di 11.9 picogrammi per metro cubo; secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, il valore di 0.3 rappresenta la soglia oltre la quale la presenza di diossina merita di essere controllata nel tempo. Siamo, dunque, ben oltre la soglia di allarme.

"Dobbiamo attendere anche i rilievi delle ore successive - continua il sindaco di Cortoelona e Genzone -. Ci auguriamo che le piogge di questi ultimi giorni possano aver migliorato la situazione. Certo, le persone sono giustamente preoccupate e ci chiedono spesso notizie e aggiornamenti". Sull'eventuale necessità di programmare eventuali controlli sanitari sulla popolazione, il sindaco Della Valle attende istruzioni dalle autorità sanitarie: "Sarà l'Ats a fornirci le indicazioni".

Il prefetto di Pavia Attilio Visconti ha lanciato il progetto di una mappatura completa di tutti i siti e i depositi della provincia considerati a rischioSotto sequestro l'area del capannone abbandonato. Sulla vicenda è scattata un'indagine della Procura di Pavia con l'ipotesi di incendio doloso. L'area è presidiata e lo sarà fino al dissequestro, dalle Gev, le Guardie ecologiche volontarie pavesi con comandante Maurizio Macchetta. Le guardie hanno il compito di controllare che nessuno possa violare i sigilli perché su quell'area la Procura deve far svolgere più accertamenti e quindi è fondamentale che rimanga così come l'hanno lasciata i vigili del fuoco a intervento concluso. Per la Coldiretti Lombardia "occorre adottare tutti gli accorgimenti a tutela della sicurezza e della salute, accertare le responsabilità e rimborsare i danni diretti ed indiretti alle imprese" alla luce della valutazione degli specialisti dell'Arpa.