Sannazzaro de' Burgondi, 6 dicembre 2016 - Un'integrazione ai due ricorsi al Tar presentati dal Comune di Sannazzaro contro la discarica di amianto. È quanto il sindaco del Comune lomellino, Roberto Zucca, vuole proporre agli altri primi cittadini della zona, in seguito all’incendio divampato giovedì scorso nell’impianto Est della raffineria Eni. L’area dove è previsto lo stoccaggio dell’amianto si trova proprio accanto al sito industriale. Stasera, il Comitato per il No alla discarica si riunirà per valutare «le possibili conseguenze di un incidente come quello di giovedì», commenta il sindaco, in presenza della grande quantità di amianto prevista nel deposito. Zucca aggiunge: «Una volta ottenuti tutti i dati necessari, la prossima settimana con gli altri sindaci della zona ci riuniremo in Commissione per fare il punto della situazione insieme all’Area Vasta, ai tecnici Eni e all’Arpa».

E intanto, il Comune avvisa i cittadini che «Eni si è resa disponibile per la rimozione dei detriti trovati a terra dopo l’incendio», precisa il sindaco. Residui che sono in parte già stati raccolti dai tecnici dell’Arpa, che condurranno analisi per capire quali sostanze contengano. Il Comune ha invitato i residenti a segnalare la presenza dei detriti «all’Ufficio tecnico comunale, al fine di attivare una verifica in loco, e se necessario la successiva rimozione».

Intanto, mentre procedono le indagini, affidate ai carabinieri di Pavia che venerdì hanno posto i sigilli all’impianto Est, inchiesta per cui al momento non ci sono persone indagate, per risalire alla causa scatenante dell’incendio, gli ultimi dati sulla qualità dell’aria sono in linea con quelli dei giorni scorsi. L’Arpa infatti «conferma un andamento degli inquinanti in linea con la stagionalità in corso, con valori in particolare di NOx e SO2 (ossidi di azoto e anidride solforosa, ndr) ben al di sotto della norma. Come nei scorsi giorni, non si evidenziano valori anomali significativi dovuti dall’incendio». E precisa l’ente: «Il pennacchio di fumo si è generato con temperature così elevate da alzarsi velocemente in quota, dove si è stratificato con conseguente diluizione degli inquinanti su lunghe distanze».