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Edicolante picchiato, fratello: "Non so se si riprenderà mai"

Aggressione in via Tasso per una rapina da 800 euro, portafogli, telefonino e auto. Parla il fratello di Italo, Pietro Greguoldo titolare del chiosco

L'edicola dell'aggressione
L'edicola dell'aggressione

Pavia, 22 febbraio 2012 - «Mio fratello oggi è rimasto a casa. Ha paura, non so se riuscirà a tornare al lavoro dopo quello che gli è successo». Pietro Greguoldo (nella foto) è il titolare dell’edicola di via Tasso, dove il fratello Italo, 45 anni, è stato aggredito l’altra sera, malmenato e rapinato da due sconosciuti. Sul marciapiede a breve distanza dall’incrocio con viale Ludovico il Moro, poco dopo l’angolo dell’oratorio della Sacra Famiglia, l’edicola si trova in un punto in cui non ci sono altri negozi, se non dall’altra parte della strada.

È un chiosco di ampie dimensioni, con uno spazio interno al quale i clienti accedono da una porta, che separa anche visivamente dall’esterno. Da quella porta l’altra sera, alle 19, quando ormai l’edicola stava per chiudere, sono entrati due malviventi. A volto scoperto, non armati ma con estrema violenza, hanno aggredito l’edicolante, preso a pugni in faccia. I rapinatori hanno arraffatto circa 800 euro in contanti e si sono fatti consegnare anche tutto quello che la vittima aveva con sé: il telefono cellulare, il portafoglio e anche le chiavi della sua automobile, una Fiat 600 parcheggiata in strada a breve distanza, con la quale si sono probabilmente allontanati.

Probabilmente, perché l’auto è svanita, ma all’esterno dell’edicola nessuno s’è purtroppo reso conto di quello che stava accadendo. La stessa vittima dell’aggressione è rimasta a terra senza che nessuno se ne accorgesse, non solo ferito ma anche notevolmente scosso per l’accaduto. Solo dopo alcuni minuti che gli sono sembrati interminabili, ha trovato le forze di rialzarsi e chiedere aiuto. Sul posto è intervenuta la polizia e un’ambulanza del 118, che lo ha trasportato al Pronto soccorso del Policlinico San Matteo. Il 45enne aveva una preoccupante ferita al volto, vicino all’occhio, ma gli esami radiografici hanno per fortuna escluso una frattura facciale e dopo le prime cure il paziente è stato dimesso con una prognosi di 10 giorni. Al danno fisico si aggiunge però il danno psicologico provocato dalla violenta aggressione. «C’è da aver paura — ammette il fratello, che ieri era al lavoro all’edicola — tutte le volte che si apre la porta, che si vede un’ombra, non si sa mai chi può entrare. E nessuno fa niente, siamo abbandonati. Si rischia la vita per portare a casa un guadagno misero: dopo quel che è successo, mi chiedo se ne vale la pena. Non lo so, anch’io non so se riuscirò ad andare avanti». Le edicole, insieme a benzinai, bar, tabaccherie e farmacie, sono tra gli esercizi commerciali maggiormente a rischio di rapina.
stefano.zanette@ilgiorno.net

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