Milano / Bergamo / Brescia / Como / Cremona / Lecco / Legnano / Lodi / Monza Brianza / Mantova / Pavia / Martesana / Rho / Sesto / Sud-Milano / Sondrio / Varese

Dopo 70 giorni, stop al presidio Sea Elnagh: arriva la "cassa"

Per un anno riceveranno tra gli 800 e i 1000 euro al mese. Poi la mobilità

I lavoratori della sea Elnagh davanti alla fabbrica presidiano con tende e piccoli container (Torres)
I lavoratori della sea Elnagh davanti alla fabbrica presidiano con tende e piccoli container (Torres)

Trivolzio, 19 febbraio 2012 - Un anno di cassa integrazione è stato garantito. Dopo un’estenuante trattativa condotta in Regione per circa 15 ore, i 130 dipendenti della Sea Elnagh sono tornati a Trivolzio con una minima boccata d’ossigeno. Fino al 26 febbraio 2013 riceveranno un assegno variabile tra gli 800 e i 1000 euro, ma il territorio intero ha perso la battaglia per l’occupazione. L’azienda, infatti, da domani chiuderà licenziando tutti i suoi dipendenti. «Le passerelle dei politici non hanno portato alcun risultato — era il commento che girava ieri tra i lavoratori che, per oltre 70 giorni, hanno presidiato la fabbrica in difesa del loro posto —. Tutti si sono impegnati e nessuno è riuscito a fare in modo che la provincia non perdesse un’attività importante».

Anche riuscire ad ottenere la “cassa”, però non è stato facile. «La discussione è stata nervosa — ha confermato Carlo Bossi della Fiom Cgil —. L’azienda ieri si è presentata dicendo che lunedì avrebbe licenziato tutti. Solo separando i tavoli, da una parte i sindacati e dall’altra l’azienda con la Regione a fare da pendolo, quando eravamo già sicuri di non firmare un accordo, l’accordo è arrivato. E credo sia è stato frutto di un ottimo lavoro di diplomazia effettuato dall’assessore Rossoni».

Per un anno quindi ci sarà il paracadute della cassa integrazione, poi un anno o due di mobilità (a seconda dell’anzianità). «Abbiamo inserito anche la mobilità volontaria — ha aggiunto Bossi — per consentire a chi potrebbe avere una prospettiva occupazionale di poterla cogliere al volo, rientrando se poi dovesse andare male». Tutte le tutele che potevano essere poste, quindi, sono state messe nero su bianco. «La lotta è indispensabile» ripetevano i lavoratori mentre smontavano il presidio, certi dell’importanza del loro sacrificio. Ma ora le tende non servono più. Ieri i lavoratori hanno liberato il cancello dalla neve, messo da parte alcuni giornali conservati per ricordo ed eliminato quasi ogni traccia di quei circa 75 giorni vissuti davanti alla fabbrica.

«Daremo in beneficenza tutto il cibo avanzato — hanno detto i lavoratori che da dicembre hanno ricevuto la solidarietà di molti cittadini e ora sono pronti a restituirla — e poi toglieremo anche la piccola tenda». Quindi probabilmente arriveranno le bisarche a caricare i camper già venduti che si trovano all’interno, mettendo la parola fine a 60 anni di storia dell’azienda.Per i lavoratori, con l’aiuto delle istituzioni locali, ci saranno dodici mesi di tempo per trovare un’altra occupazione o un imprenditore che rilevi il marchio. Intanto, però, nel giro di pochi giorni, Pavia ha perso un migliaio di dipendenti nel settore metalmeccanico e in Lombardia solo Sondrio e Cremona hanno più disoccupati.
 

di Manuela Marziani

Trova aziende e professionisti
Powered by ProntoImprese

  • Notizie Locali
  • il Resto del Carlino:
  • La Nazione
  • Il Giorno
  • Blog
Copyright © 2012 MONRIF NET S.r.l. - Dati societari - P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Powered by