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Sanremo, monsignor Poma: "Capisco parole Celentano"

Polemiche sulla performance del Molleggiato

"Le sue affermazioni rientrano nel personaggio, sempre profetico, che vuole mettere in discussione l’istituzione e quindi risulta scomodo"

Gianfranco Poma (Torres)
Gianfranco Poma (Torres)

Pavia, 15 febbraio 2012 - Non smette di far discutere la performance di Adriano Celentano dal palco dell'Ariston di Sanremo durante il Festival della canzone italiana. Monsignor Gianfranco Poma è uno dei sacerdoti piu’ conosciuti della diocesi di Pavia, dove è stato per lungo tempo docente del locale seminario, e non ha voluto far mancare il suo commento alle parole del Molleggiato.

 "Adriano Celentano è un mio coetaneo. Siamo cresciuti nello stesso periodo e facciamo parte di una generazione che viveva di entusiasmi, di utopie, di una gioia della vita che negli anni si è spenta. Capisco, quindi, la sua voglia di porsi domande laceranti: perchè il mondo si è ridotto a questo livello? Perchè siamo così decaduti?".

"Celentano fa parte - afferma Monsignor Poma - di quella generazione che ha sperato nel cambiamento post anni Sessanta, in quella spinta fresca di cambiamento idealista ed utopista che è finita in un niente di fatto; ecco perchè, da deluso, ha lanciato una serie di accuse alla prima serata di Sanremo".

Monsignor Poma ha ritenuto "un po’ eccessivo e lungo" l’ intervento di Celentano: "Però le sue affermazioni - ha aggiunto il sacerdote pavese - rientrano nel personaggio, sempre profetico, che vuole mettere in discussione l’istituzione e quindi risulta scomodo. Ed è interessante anche quanto ha detto a proposito delle prediche dei preti, che a volte non si capiscono, o sul fatto che nelle chiese non si parli più del paradiso. Così come fanno riflettere le sue affermazioni sul milione e duecentomila firme per il referendum buttate via dalla Consulta".

Secondo Monsignor Poma, Celentano nella sua lunga "requisitoria" contro la stampa cattolica ha accumunato erroneamente due testate: "Avvenire e Famiglia Cristiana sono due organi di informazione molto diversi: il primo è un quotidiano che rappresenta una parte ben definita del mondo cattolico; la seconda è più generalista e tende ad ascoltare e quindi a riportare piu’ opinioni, rappresentative di altre correnti. Giusto denunciare gli errori, ma mettendosi all’ opposizione in questo modo si rischia di vanificare l’effetto della propria protesta".

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