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Stasi assolto, il padre difende Alberto

"Sapevo che mio figlio era innocente"

Nicola Stasi ha abbracciato Alberto dopo aver ascoltato la sentenza finale del giudice: "E' giusto che adesso si vada a guardare anche da qualche altra parte. La verità interessa a tutti noi"

Alberto Stasi al suo arrivo a Palazzo di Giustizia di Milano

Garlasco, 8 dicembre 2011 - Dal Tribunale ha chiamato la madre, in attesa nello studio del professor Angelo Giarda, il prestigioso penalista che lo ha difeso con l’avvocato Giuseppe Colli. Quando Nicola Stasi ha visto Elisabetta scoppiare in lacrime e compreso che erano lacrime di gioia, ha realizzato che il figlio era stato assolto. Per la seconda volta Alberto Stasi è stato scagionato dall’accusa di avere ucciso la fidanzata Chiara Poggi, il 13 agosto 2007 a Garlasco. I genitori di Alberto hanno pianto insieme, un pianto finalmente liberatorio. Quando Nicola Stasi si è trovato di fronte Alberto lo ha abbracciato così forte da fargli male. Ieri tutta la famiglia ha allestito l’albero di Natale.


Signor Stasi, oggi suo figlio è innocente, definitivamente innocente
.

«Non abbiamo mai avuto dubbi su quella che sarebbe stata la sentenza, anche se mi sono sempre sforzato di rimanere con i piedi per terra. Il gip Pravon (il giudice che ha anullato il fermo di Alberto Stasi, ndr) è stato il primo a non credere alle indagini. Il gip Vitelli ha fatto di più parlando di indagini lacunose e contraddittorie e disponendo cinque nuove perizie e tutte hanno dato ragione a noi e quindi a quello che ha detto Alberto. L’ultima conferma è venuta dall’Assise d’appello. Ma alla base di tutto c’era la mia convinzione di padre, che non è mai venuta meno, dell’assoluta innocenza di mio figlio. Una convinzione che non veniva dal cuore. Era una convinzione ragionata».

Come sono stati questi quattro anni?

«Sono stati quattro anni e quattro mesi. Un incubo è dire poco. Nel vero senso della parola. Ho avuto anche dei momenti in cui ho pensato al peggio. Non mi sono mai allontanato da mia moglie, soprattutto quando mi è parso che stesse crollando. Mia moglie ha sofferto tanto».

Chi vi è stato vicino?

«Gli amici di Alberto sono stati un grosso sostegno. Hanno sempre creduto nella sua innocenza. Altri hanno fatto di tutto per fargli terra bruciata attorno. Non ci sono riusciti. Questo la dice lunga. Ho ricevuto solidarietà anche da sconosciuti, gente che mi fermava per strada e mi diceva di salutare mio figlio».

I genitori di Chiara rimangono convinti della colpevolezza di Alberto.

«Mi spiace di questa contrapposizione così forte che c’è stata. Quando tutto sarà finito vedremo di parlare».

Pensa che si deve guardare altrove?

«Le indagini sono partite con il piede sbagliato. Sono state condotte solo nei confronti di Alberto. È giusto che adesso si vada a guardare anche da qualche altra parte. La verità interessa ai genitori di Chiara, ma interessa anche ad Alberto e a tutti noi».

dall'inviato Gabriele Moroni

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