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L'ossessione e gli indizi trascurati

Ecco perchè Stasi va riprocessato

L’8 novembre sarà battaglia fin dall’inizio al processo d’appello per l'omicidio di Chiara Poggi

Alberto Stasi (Infophoto)

Pavia, 5 novembre 2011 - La previsione è facile, quasi scontata: l’8 novembre sarà battaglia fin dall’inizio al processo d’appello ad Alberto Stasi, accusato di avere ucciso la fidanzata Chiara Poggi, il 13 agosto del 2007 a Garlasco, e assolto nel primo processo dal gup di Vigevano Stefano Vitelli. I pm di Vigevano Lucia Muscio e Claudio Michelucci hanno impugnato la sentenza.

L’ha fatto il sostituto procuratore generale Laura Barbaini, che sosterrà l’accusa nell’aula della seconda assise d’appello di Milano, così come l’avvocato Gian Luigi Tizzoni, parte civile per Giuseppe Poggi e Rita Preda, i genitori di Chiara, e il fratello Marco.

I pm vigevanesi, nelle 158 pagine dei loro motivi d’appello, sostengono che Chiara Poggi potrebbe essere stata uccisa nella fascia oraria compresa fra le 9.10 e le 9.35, prima che Stasi apra il computer per lavorare alla tesi di laurea, o nell’ultima parte della mattinata, dopo che, alle 12.20, il giovane ha interrotto la stesura. Le ragioni dell’omicidio affondano nella «dinamica di coppia», negli aspetti più intimi «non trascurando la propensione maniacale di Stasi per la pornografia e la sua ossessiva sensibilità per il tema della sessualità».

 

Per il pg Barbaini si dovrà riaprire il dibattimento per disporre una nuova perizia che ricostruisca i percorsi dell’imputato nell’abitazione di Chiara e la possibilità di non sporcare di sangue le scarpe. Saranno necessari anche nuovi esami sul computer per ricostruire i tempi degli accessi al sistema informatico la sera di domenica 12 agosto e nella mattinata successiva. Il pg chiederà anche alcune testimonianze.

Il legale della famiglia Poggi, è attestato su alcuni caposaldi. La bicicletta nera avvistata dalla vicina Franca Bermani attorno alle 9.30 di quel 13 agosto. Secondo Tizzoni ci si è troppo concentrati sulla bicicletta di Alberto, da uomo, bordeaux, trascurando invece la bicicletta nera da donna della famiglia Stasi, che va acquisita. Deve essere analizzato per ricavarne il dna un capello castano chiaro, munito di radice (e quindi verosimilmente strappato), lungo circa 1,2 centimetri, trovato nella mano sinistra di Chiara. Su 20 frammenti delle unghie della vittima solo 10 sono stati analizzati dal Ris.

La parte civile chiede di includere nell’esame sperimentale della camminata di Stasi anche i primi due gradini della scala della cantina, dove viene scoperto il corpo di Chiara. Tizzoni fa riferimento a uno dei tecnici che hanno esaminato il pc di Stasi. Secondo il tecnico Stasi «avrebbe salvato più volte la tesi senza scrivere materiale nuovo solo per coprire una buona parte della mattinata con detta fittizia attività».

di Gabriele Moroni

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