Bruciata l'auto della sorella di un testimone

La Fiat Punto è stata trovata con un vetro rotto, attraverso il quale gli ignoti responsabili hanno tentato di dar fuoco all’auto con liquido infiammabile, senza riuscirvi. Dai carabinieri solo la conferma che sull’episodio sono in corso indagini

Carabinieri (foto Businesspress)
Carabinieri (foto Businesspress)

Pavia, 2 luglio 2011 - Che non si tratti di un banale atto vandalico è più che un sospetto. L’altra notte ignoti hanno danneggiato un’auto parcheggiata in via Cantieri Spada, dietro il campo nomadi di piazzale Europa. L’auto è una Fiat Punto di proprietà della sorella del 37enne massacrato di botte la sera del 26 febbraio, perché testimone di un incidente stradale nel quale erano state danneggiate auto in sosta. Per quell’episodio sono detenuti a Torre del Gallo da lunedì, su ordinanza di custodia cautelare in carcere, due giovani sinti del campo di piazzale Europa, Rosario e Tomas Casagrande, di 22 e 21 anni.

 

Che il danneggiamento dell’auto della sorella della vittima della brutale aggressione sia legato agli arresti dei due presunti responsabili, è al momento un’ipotesi. Dai carabinieri solo la conferma che sull’episodio sono in corso indagini. La Fiat Punto è stata trovata con un vetro rotto, attraverso il quale gli ignoti responsabili hanno tentato di dar fuoco all’auto con liquido infiammabile, senza riuscirvi. L’episodio ha destato preoccupazione, dopo la brutale violenza con la quale il 37enne era stato mandato all’ospedale a febbraio, riportando danni permanenti.
 

Pestato perché non dicesse nulla di quanto aveva visto. L’intimidazione non aveva però avuto effetto su altri testimoni, che dalle finestre delle proprie case avevano visto sia l’incidente che il pestaggio. E le indagini dei carabinieri della Compagnia di Pavia, comandati dal capitano Claudio Arneodo, avevano portato all’identificazione dei due presunti responsabili, raggiunti lunedì dalla notifica dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

 

Nell’interrogatorio di garanzia, giovedì, Tomas Casagrande avrebbe negato ogni addebito sostenendo di non essere stato neppure a Pavia la sera del pestaggio. E la comunità Sinti di piazzale Europa ha anche inscenato una protesta fuori dal carcere, sostenendo lo scambio di persona. Un altro giovane sinti avrebbe infatti ammesso di essere stato quella sera a bordo dell’auto con Rosario Casagrande. Da Procura e carabinieri trapela solo la conferma di un approfondimento d’indagine, ma al momento i presunti responsabili restano in carcere.

di Stefano Zanette

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