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Motta Visconti,
scuse ai Poggi
dopo i cori
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La lettera è firmata dal parroco, Don Gianni Nava, a nome della Polisportiva CdG, dell’oratorio e della comunità parrocchiale

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tratta dai dizionari Zanichelli
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Chiara Poggi, ragazza uccisa a Garlasco (sacchiero)
Chiara Poggi, ragazza uccisa a Garlasco (sacchiero)

Motta Visconti, 18 maggio 2011 - «Siamo dalla parte di Chiara, solidali e vicini ai suoi genitori. E non vogliamo si alimenti il sospetto su Alberto. Né pretendiamo a tutti i costi un capro espiatorio senza prove evidenti. Ecco perché è stata inviata una lettera alla famiglia Poggi dall’assistente dell’oratorio, don Samuele, a nome della società sportiva. Chiediamo inoltre che la giustizia si impegni ancor di più per arrivare alla verità».

È la parte saliente della lettera-comunicato con cui la parrocchia di Motta Visconti si pronuncia in merito ai cori ispirati al delitto di Garlasco che sarebbero stati intonati sul campo di calcio del suo oratorio, nella finalissima del Campionato provinciale categoria allievi di domenica 8 maggio, tra il Cdg Motta e il Garlasco.

La lettera è firmata dal parroco, Don Gianni Nava, a nome della Polisportiva CdG, dell’oratorio e della comunità parrocchiale. «I primi a essere indignati siamo noi — si legge —. Ci dissociamo e condanniamo chi, come voce isolata, becera e ingiuriosa, potrebbe aver farneticato grida infamanti e imbecilli».

Segue la smentita: «Durante la gara non è mai stato pronunciato nulla di quanto riportato dai giornali — scrive il sacerdote —. Anche il referto arbitrale, diramato dalla Federazione Calcio di Pavia, non lascia emergere niente. Non si può accertare se qualche idiota, a fine partita, ha urlato frasi vergognose, ma certamente non quello che è stato scritto». Lo confermerebbe un filmato in cui solo due ragazzotti avrebbero gridato una frase con i nomi di Chiara e Alberto.