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"Equitalia è senza cuore": a Concorezzo i pioneri della riscossione fai da te

Il Comune si affida ai propri dipendenti e alle Poste. Nel 2010 il Comune brianzolo è stato il primo a rompere il rapporto con l’Agenzia delle Entrate

di Marco Dozio

 

Una sede Equitalia (Businesspress)
Una sede Equitalia (Businesspress)

di Marco Dozio

Concorezzo, 7 marzo 2012 - Pionieri nella crociata contro Equitalia. Gli amministratori di Concorezzo l’hanno «licenziata» due anni fa, prima di tutti, senza rumore. «E ci troviamo bene, anzi benissimo», dice il vicesindaco Mauro Capitanio, Lega Nord, quasi a rivendicare un primato nei giorni in cui i Comuni fanno a gara nel disdire i contratti con la società di riscossione pubblica. «È stato uno dei primi atti politici della nostra Giunta. Già allora avevamo capito che i metodi aggressivi di Equitalia rischiano di creare allarme sociale: certe sanzioni sono inaccettabili, soprattutto quelle che colpiscono persone che hanno sempre lavorato onestamente. Non si può pignorare la casa a famiglie che attraversano un momento di difficoltà».

E così nel 2010 l’Amministrazione sceglie di riscuotere le tasse locali affidandosi ai propri dipendenti, all’Ufficio finanze e tributi del Comune. Con l’unico supporto esterno delle Poste, che pensano a preparare e spedire gli avvisi di pagamento: «La gestione interna ha portato miglioramenti, per esempio abbiamo risparmiato sull’aggio, la percentuale che dovevamo corrispondere a Equitalia per il servizio. La collaborazione con le Poste si è rivelata più vantaggiosa, anche dal punto di vista economico», aggiunge l’assessore Pdl al Bilancio Teodosio Palaia. Ribadendo che il no a Equitalia non è sinonimo di lassismo nei confronti degli evasori piccoli e grandi, di chi non paga la tassa sulla casa o sui rifiuti.

Tutt’altro. «Siamo rigidi verso i furbi e più comprensivi verso chi ha davvero bisogno». Non piaceva l’approccio degli esattori inflessibili, pronti a mettere le ganasce, costi quel che costi. «In Comune analizziamo i casi più delicati valutando il contesto, parlando con le persone, conoscendo gli imprenditori». E dunque il moroso viene invitato a dialogare negli uffici comunali, a spiegare le sue difficoltà, per poi mettere a punto un piano di rientro concordato, spiega ancora Capitanio prima di ricordare che «dietro i bollettini ci sono le persone».

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