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Strade Provinciali di sangue Arrivano dieci autovelox

Troppi incidenti sulle arterie dell'hinterland e così i tecnici di palazzo Isimbardi cercano di correre ai ripari sulla Milano-Meda, sulla Rho-Monza e sulla Melegnano-Binasco
di Alessandra Zanardi

Autovelox (foto Antic)
Autovelox (foto Antic)

di Alessandra Zanardi

Paderno Dugnano, 11 aprile 2012 - Troppi incidenti, scatta l’operazione sicurezza: sulle strade provinciali sono in arrivo nuovi autovelox. Gli impianti, dieci in totale, saranno istallati entro un mese su un gruppo di arterie selezionate dai tecnici di palazzo Isimbardi per la loro potenziale pericolosità.

La Milano-Meda, la Rho-Monza e la Melegnano-Binasco sono fra queste. Gli altri «circuiti della morte», dove stanno per materializzarsi i misuratori elettronici, sono la Binasco-Vermezzo, la Gaggiano-Binasco e la Padana Superiore. Si preannuncia, dunque, un giro di vite per chi ha il piede un po’ troppo pesante sull’acceleratore. «La scelta delle zone dove intervenire è frutto di una mappatura degli incidenti, la maggior parte dei quali legati all’alta velocità», spiega Giovanni De Nicola, assessore alla Viabilità e ai Trasporti per la Provincia di Milano. I numeri, in effetti, non sono confortanti. Il record negativo è della Sp 35 Milano-Meda, dove tra il 2005 e il 2010 sono avvenuti 211 incidenti con quattro morti e quasi 300 feriti.

Paderno Dugnano si conferma l’area più critica ed è qui, non a caso, che nel mese di maggio verranno posizionati due degli autovelox in arrivo. Un altro punto incriminato è il tratto della Rho-Monza che corre tra Bollate e Novate Milanese: nei cinque anni presi in esame gli scontri sono stati 114, con un morto e 159 feriti. Nello stesso periodo la Sp 40 Melegnano-Binasco, a Carpiano, ha fatto registrare 44 «botti», con tre morti e 55 feriti.

Lungo la Padana Superiore, in zona Settimo Milanese, i feriti scendono a 27, per salire a 65 sulla Sp 30 Binasco-Vermezzo, tra Rosate e Gudo Visconti. Meno drammatica, ma comunque pesante, la situazione della 203 Gaggiano-Binasco, con 17 feriti all’altezza di Noviglio. «Con le nuove telecamere speriamo d’invertire la tendenza — commenta De Nicola —. In molti casi sono stati i sindaci, insieme ai consiglieri comunali, a sollecitare misure urgenti per ridurre la velocità sulle provinciali che toccano i loro territori».

«Nonostante i mazzi di fiori che punteggiano le strade in segno di lutto, tra i conducenti è ancora molto diffusa l’abitudine di pigiare sull’acceleratore — prosegue l’assessore —. Da qui la decisione d’incrementare il numero dei misuratori elettronici. Non vogliamo fare cassa con le sanzioni, ma spingere gli automobilisti a una guida più consapevole, nel rispetto delle regole». Dotati di un sistema ad alta tecnologia, i rilevatori inchioderanno chi supera il limite di velocità, che in genere sulle provinciali è fissato a 90 chilometri all’ora (si scende a 80 sulla Milano-Meda e a 70 sulla Gaggiano-Binasco).

Per favorire la sicurezza stradale, la Provincia di Milano ha avviato anche una campagna di sensibilizzazione tra gli automobilisti. «Guidare non fa rima con sballare» è solo uno degli slogan della pubblicità progresso.
Si punta anche sull’effetto choc. Sui cartelloni è indicata la media dei decessi da incidente che avvengono ogni anno, in Italia, nei fine settimana: 1.204. Una cifra impressionante.

alessandra.zanardi@ilgiorno.net

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