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Morto in un lager tedesco Trovata la tomba dopo 68 anni

Giovanni Cesana, classe 1923 da Carate Brianza, era stato catturato ed internato in un campo di prigionia nei pressi di Amburgo dove, probabilmente in seguito ad una malattia, era morto il 15 luglio 1944

Il generale Umberto Raza e Giovanni Cesana (Brianza)
Il generale Umberto Raza e Giovanni Cesana (Brianza)

Carate, 18 febbraio 2012 - Dato per disperso al termine della seconda guerra mondiale, ne hanno ritrovato la tomba dopo 68 anni. Grazie alle ricerche effettuate da un “segugio” che da tempo si occupa del ritrovamento dei soldati italiani nei cimiteri di guerra sparsi in Europa, nei giorni scorsi è stata individuata in Germania la tomba dove riposa il caratese Giovanni Cesana, classe 1923.

Il giovane soldato marconista del Genio, appena ventenne, era stato catturato ed internato in un campo di prigionia nei pressi di Amburgo dove, probabilmente in seguito ad una malattia, era morto il 15 luglio 1944. Di lui non si sapeva più nulla. I genitori per molti anni hanno disperatamente cercato il loro figliolo. Una ricerca che era stata successivamente portata avanti anche dal fratello Costante e dalle due sorelle Maria Anna e Maria Luisa che abitano ancora a Carate: «Effettivamente - ha dichiarato Costante Cesana, molto conosciuto nella cittadina brianzola per essere stato il presidente della cooperativa di consumo - abbiamo cercato dovunque ma non siamo mai riusciti a trovare le benchè minima traccia di nostra fratello. Ci avevano detto che probabilmente era stato inumato in una fossa comune e quindi sarebbe stato impossibile recuperare il suo corpo».

Lo scorso anno l’ex generale Umberto Raza, presidente dell’Istituto del Nastro Azzurro fra decorati al Valor Militare, scartabellando tra i numerosissimi documenti in suo possesso è riuscito a risalire ad un piccolo cimitero di guerra situato ad Amburgo lungo il fiume Elba: «Grazie anche alla collaborazione con il veronese Roberto Zamboni - ha dichiarato Umberto Raza - abbiamo individuato nel campo 11 fila R la tomba 23 nella quale è stato inumato Giovanni Cesana. Abbiamo immediatamente avvertito i familiari che hanno acconsentito ad inoltrare la richiesta al Commissione Onoranze Caduti in Guerra del Ministero della Difesa per il rimpatrio dei resti».

Probabilmente l’oblio in cui sono caduti molti nostri soldati è dipeso dalla legge 204 del 1951, promulgata da Luigi Einaudi, con la quale si impediva il rimpatrio delle salme a spese dello Stato. Una normativa che, in quegli anni di crisi economica, ha di fatto disincentivato le ricerche dei nostri soldati dispersi: «Andremo a riprenderlo - ha aggiunto il generale Raza - e a riportarlo a casa. Stiamo aspettando risposte dal consolato italiano ad Amburgo. Credo che ci vorrà ancora qualche mese, ben poca cosa rispetto ai quasi settanta anni che la famiglia Cesana ha atteso sino ad ora». Lo scorso anno Umberto Raza riuscì a riportare a Carate Mario Longoni, un sottotenente della 362 Squadriglia Caccia precipitato nel fiume Dneper il 28 agosto 1941 e i cui resti rimasero custoditi per settanta anni in un piccolo mausoleo nella città romena di Ghencea.

di Gigi Baj

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