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Il sole fa bene all'economia In Brianza brilla il fotovoltaico

Prima in Lombardia e quinta in Italia per chilowatt prodotti in rapporto al territorio. Dal dicembre 2010 in 12 mesi gli impianti fotovoltaici sono aumentati del 201 per cento

FOTOVOLTAICO SPAL
FOTOVOLTAICO SPAL

Monza, 11 febbraio 2012 - Quinta in Italia e prima in Lombardia. La Brianza si piazza ai primi posti della classifica dell’energia solare per rapporto fra chilowatt prodotti e territorio.

«Qui i pannelli fotovoltaici producono 130 chilowatt ogni chilometro quadrato», spiega Renato Ornaghi di Energysaving che ha collaborato con la Commissione energia di Confindustria Monza e Brianza alla realizzazione del primo «Atlante fotovoltaico» (una ricerca per fare il punto sull’energia rinnovabile). A livello nazionale la Brianza si piazza alle spalle di province come Brindisi (246 chilowatt per chilometro quadrato), Lecce (202), Ravenna (166) e Rovigo (138) «zone, soprattutto nei primi due casi, che possono contare sull’abbondanza di terreni dove sono stati piazzati molti “impianti a terra”, mentre in Brianza lo spazio è una “risorsa che scarseggia” e quasi la totalità di pannelli solari presenti è piazzata sui tetti e sui capannoni», spiega Ornaghi. In Lombardia, la Brianza si piazza al primo posto (sempre per rapporto fra chilowatt prodotti e territorio) seguita da Milano (112 chilowatt per chilometro quadrato) Lodi (107) e Cremona (87,8).

Certo la quota di energia ottenuta dal sole sul totale è ancora lontanissima dall’obiettivo fissato dall’Europa per il 2020 quando il 20 per cento dovrà appunto derivare da fonti rinnovabili. Oggi la Brianza è all’1,4 per cento, ma la crescita del numero di pannelli solari in Brianza registrata nell’ultimo anno è stata vertiginosa. La potenza fotovoltaica installata in provincia di Monza è cresciuta del 201 per cento dal dicembre 2010 al dicembre 2011 passando da poco più di 16mila chilowatt a oltre 52mila. Sono 2.557 gli impianti fotovoltaici in Brianza (i dati sono aggiornati al 31 dicembre 2011) con una «taglia media» di 21 chilowatt l’uno.

«Uno studio fondamentale per conoscere la situazione attuale, comprenderne la dinamica e indirizzare gli sviluppi futuri», spiega Gabriella Meroni, presidente della Commissione energia di Confindustria Brianza. «Da anni - prosegue la Meroni — gli industriali hanno tre consorzi che si occupano delle politiche energetiche e dell’acquisto a prezzi e condizioni vantaggiose per le imprese del territorio». Vantaggi economici non da poco se si considera «che un’impresa che consuma un milione di chilowatt può arrivare a risparmi del 10-20 per cento (anche 50mila euro in un anno)», spiega Roberto Villa, responsabile dell’area energia di Confindustria Brianza.

«Non si tratta solo di produzione di energia da fonti rinnovabili, nelle imprese c’è da portare avanti un discorso sull’efficienza energetica: meno sprechi, meno costi di consumo e meno inquinamento. In questo contesto stiamo elaborando anche alcuni progetti e proposte per il territorio come l’obiettivo di realizzare un impianto a biomasse nel parco in grado di autoalimentarsi e di fornire energia alla Villa Reale», ha spiegato Gabriella Meroni.

E per sviluppare l’attività dei consorzi e informare le imprese sulle possibilità nel campo dell’energia, Confindustria Brianza ha aperto un vero e proprio sportello energia «un presidio sempre presente a disposizione delle aziende che vogliono avere informazioni e conoscere le nostre iniziative», ha detto Laura Molteni, responsabile dello sportello e del settore Area Ambiente di Confindustria Brianza.

 

Sono oltre cento le aziende del distretto delle energie rinnovabili in provincia con un migliaio di addetti e un giro d’affari, stimato dalla Camera di commercio di Monza e Brianza, in circa 350 milioni di euro. Un settore cresciuto nonostante la politica di incentivi avviata dai Governi a partire dal 2000 si sia bruscamente modificata negli ultimi anni. L’anno scorso il decreto del ministro Paolo Romani e quest’anno le normative contenute nel pacchetto liberizzazioni del governo Monti hanno cambiato le carte in tavola e rischiano, secondo un allarme lanciato nei giorni scorsi dai sindacati, di avere pesanti ripercussioni sulle imprese e sui livelli occupazionali.

In particolar modo i provvedimenti dell’esecutivo guidato da Mario Monti tolgono gli incentivi per la realizzazione di impianti a terra. Ripercussioni ci potrebbero essere per le imprese che producono pannelli, e per l’indotto, in Brianza e che avevano già ricevuto diverse commesse, soprattutto dal Sud Italia.

fabio.lombardi@ilgiorno.net 

di Fabio Lombardi

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