Lavori utili nel pomeriggio e insufficienza in condotta per i baby vandali di Nova: e il Comune chiederà loro 3mila euro di danni
di ALESSANDRO CRISAFULLI
Nova Milanese, 8 febbraio 2012 — Da adesso avranno i pomeriggi impegnati. Addio - almeno per un po’ - partite a pallone, scorribande in bicicletta, sfide alla playstation o giretti per centri commerciali. Attività sostitutive: pulizia dei banchi, riordino delle aule, sistemazione del cortile e altro. Tutti a scuola, a scontare la propria punizione educativa.
È questa la «pena» che Laura Garbagna, dirigente dell’istituto comprensivo di Nova di cui fa parte la media di via Biondi, ha deciso di infliggere ai cinque studenti di seconda e terza che una decina di giorni fa, con il determinante aiuto di un ex alunno 15enne, hanno semiallagato la scuola. Provocando danni stimati in oltre 3 mila euro per il cedimento di parte del soffitto al primo piano (per le pesanti infiltrazioni dell’acqua aperta sul terrazzo), per la rottura dell’idrante e di una finestra.
Una bravata che ha creato disagi a scuola e stupore in città, ma che è subito stata scoperta dai carabinieri della locale stazione. E appena i militari hanno relazionato con precisione sull’accaduto, ecco che la dirigente ha studiato il piano rieducativo. «Appena abbiamo avuto in mano la ricostruzione dell’episodio e i nomi dei protagonisti - racconta Garbagna - abbiamo adottato i provvedimenti che riteniamo più opportuni. In primis, in sede di scrutinio, abbiamo deciso di mettere a questi ragazzi l’insufficienza nel comportamento, augurandoci che possano migliorarla nel secondo quadrimestre».
Ma non solo, perché un voto potrebbe non bastare da lezione. «Abbiamo inoltre optato per una frequenza aggiuntiva pomeridiana - sottolinea la preside - preferendola alla sospensione». Anziché stare a casa, magari rallegrandosene, i cinque apprendisti teppistelli dovranno rimanere a scuola più dei loro compagni, «svolgeranno lavori socialmente utili - li definisce la dirigente - di pulizia e riassetto, vedremo di volta in volta cosa fargli fare».
Un piano non semplice e non campato in aria, visto che per metterlo in pratica una serie di insegnanti si sono offerti di prolungare anche loro la permanenza nell’istituto, per guidarli e sorvegliarli: «Non vogliamo che sia un momento di festa e ulteriore baldoria per loro, per questo non saranno tutto il gruppo insieme, vedremo se farli lavorare da soli o al massimo in coppia. Di certo, pensiamo di cadenzare le attività uno o due pomeriggi al mese, fino alla fine dell’anno scolastico». Una punizione esemplare, che in questi giorni sarà spiegata anche ai genitori dei ragazzi interessati: bisognerà vedere come mamme e papà la prenderanno e se vorranno condividerla in pieno. Anche perché il Comune sembra intenzionato a chiedere loro i 3mila euro di danni.
di Alessandro Crisafulli