I genitori di quattro alunne di età compresa tra i sette e gli otto anni si sono rivolti ai carabinieri: le molestie sarebbero state consumate nel pomeriggio, durante le attività extrascolastiche
Monza, 7 febbraio 2012 - Avrebbe molestato quattro bambine di seconda e terza elementare nella scuola dove lui stesso lavora come addetto alle pulizie. Pesantissima l’accusa di cui deve rispondere un anziano inserviente assunto da una cooperativa che opera all’interno di un istituto alla periferia della città.
Ieri mattina alla caserma dei carabinieri di via Volturno si sono presentati i genitori di quattro bambine di appena 7,8 anni, per presentare contro l’uomo una denuncia per violenza sessuale. Ai militari hanno riferito il racconto delle loro figlie. Le molestie sarebbero state consumate nel pomeriggio, durante le attività extrascolastiche. Proprio durante l’orario in cui l’addetto alle pulizie iniziava il servizio nella scuola elementare.
L’uomo avrebbe rivolto verso le bimbe particolari attenzioni, carezze che hanno evidentemente sconvolto le piccole tanto da confidarsi con mamma e papà. Sull’episodio - su cui è calato il massimo riserbo per l’estrema delicatezza del reato e per l’età delle vittime - stanno indagando i carabinieri della Compagnia e del Nucleo operativo di Monza coordinati dal capitano Luigi D’Ambrosio. Ma nel frattempo la cooperativa che lavora nella scuola in convenzione con il Comune, ha deciso di sospendere l’addetto alle pulizie.
IL PRECEDENTE - Un episodio che fa tornare alla mente un altro fatto di violenza sessuale su minori all’interno di una scuola, sempre a Monza, conclusosi con la condanna nel novembre scorso a due anni di reclusione (con pena sospesa) in primo grado dell’ormai ex custode delle medie parrocchiali San Biagio. L’uomo, un cinquantenne in servizio da vent’anni in quell’istituto, era stato denunciato dai genitori di una studentessa di soli 12 anni che aveva raccontato di avere ricevuto un bacio su una guancia dal custode. Il cinquantenne venne rinviato a giudizio.
Nonostante avesse ottenuto diverse attestazioni di stima e fiducia nei suoi confronti da parte di altri genitori di studenti, alcuni portati anche come testimoni in aula durante il processo, aveva chiesto e ottenuto di essere trasferito in un’altra scuola a Carate Brianza, mentre anche la studentessa era stata ritirata dai genitori dalla scuola di San Biagio. L’imputato, comunque, ha sempre negato di essere responsabile della pesante accusa di violenza sessuale su minore, anche se contestata per l’ipotesi di minore gravità.
di Marco Galvani