Intercettazione tra Pio Candeloro, presunto capo della Locale di Desio, e due imprenditori edili: "Ha rovinato più di mille persone"
Monza, 31 gennaio 2012 - "Comunque vedrete che Ponzoni, ancora no, però appena scendono appena appena vedrete che attaccano pure a lui". "Qualche mattina vedi quello che succede". "Di porcherie ne ha fatte". A parlare sono, a gennaio 2010, pochi mesi prima degli arresti dell’operazione Infinito che ha scardinato i gangli della ’ndrangheta in Brianza, uno dei presunti capi della Locale di Desio, Pio Candeloro, attualmente in carcere, e due imprenditori edili, uno dei quali sospettato di essere amico dei clan ma non indagato come l’altro.
I tre parlano ancora una volta di Massimo Ponzoni e delle sue presunte malefatte, le stesse denunciate nella lettera testamento dell’ex socio Sergio Pennati. Tra le frasi più significative: "Questo Ponzoni ha rovinato più di mille persone…", e "Ha fatto una cena a luglio, 25.000 euro e non gli ha dato un centesimo e l’ha chiamato pure. Ha detto: sì, non ti preoccupare, vai tranquillo. Purtroppo adesso è diventato intoccabile".
di Laura Marinaro