Conversazione tra l'ex responsabile dell'ufficio tecnico del Comune di Desio e il figlio: "Cosa mi tengo tutti quei soldi nei tubi?"
Monza, 28 gennaio 2012 - Dalla maxi-inchiesta Infinito che scardinò le fondamenta della ’ndrangheta brianzola all’inchiesta che vede ora al centro Massimo Ponzoni. Alcuni dei nomi che allora erano rientrati negli atti della Dda ma su cui non si ebbe seguito, oggi tornano. Uno è Rosario Perri, classe 1942, geometra nato a Cambiase (Cz) ma desiano di adozione da 47 anni, che fino a giugno 2009 direttore dell’ufficio tecnico della città di Ponzoni. Ex assessore provinciale al Personale, alle Partecipate e agli Affari Generali fino al luglio 2010 quando, in seguito alla pubblicazione di intercettazioni telefoniche compromettenti, si dimise.
Insomma, stando all’inchiesta Infinito prima, e a quella su Ponzoni, poi, era proprio Perri a fare il bello e cattivo tempo con gli altri, a decidere come e dove e chi dovesse costruire. In cambio - secondo l’ordinanza del Gip Maria Rosaria Correra - avrebbe ottenuto favori e prebende e mille incarichi in numerosi enti e partecipate e forse anche denaro, tanto denaro. La presenza del denaro, come è riportato nell’ordinanza, era emersa il 10 aprile del 2009 nel corso dell’indagine della Dda di Milano ed effettuata dai carabinieri di Desio. Il sospetto è che quella somma «sia stata costituita, almeno in parte - scrive il gip - con l’illecita contropartita riconosciuta a Perri (dallo stesso Ponzoni o da Ponzoni e taluno degli altri soggetti beneficiati) per gli atti contrari mantenuti in relazione al Pgt di Desio appena licenziato».
In una versione integrale e audio della lunga chiacchierata che Perri il 10 aprile del 2009 intrattenne con il figlio Vincenzo, emerge la verità sui famosi soldi nei tubi, ma soprattutto la storia di Perri che dalla povertà della Calabria degli anni 50, quando per sbarcare il lunario raccoglieva oliva e vinaccia, è arrivato alla ricca Brianza con sette valigie di cartone e ha accumulato un discreto patrimonio di proprietà immobiliari e contanti.
Rosario: «Io, io Vincenzo, ascoltami bene che ti ho già spiegato l’altra volta, io ho soldi che non so cosa farmene, basta». Vincenzo:«Ho capito papà, ho capito». Rosario «eh, c’ho liquidi che io non so, io te lo dico io ho aperto pure un conto all’estero»; Vincenzo:«Dove?» Rosario:«a Lugano, io ho aperto un conto a Lugano». Vincenzo: «quando?» Rosario:«e ci devo mettere questi soldi Vincenzo, che cazzo me li tengo a fare in quei tubi, quanto meno poi domani se ne avete bisogno andate e li ritirate ve li prendete, adesso ci metto la firma della Erika e se vuoi ci metto anche la tua quando vieni qui, andiamo su e ci metti la tua e io, io». Vincenzo:«io in Svizzera proprio non voglio, e questa è l’ultima cosa, poi adesso che vogliono guardare tutti sti...no, se la Erika si vuole accollare questi cosi bene, io mi rifiuto…omissis…». Rosario: «no, no, no ma io non li ho messi li, perché, perché continuare a tenerli lì io, a me da fastidio…omissis…Rosario:eh, eh, e sono tutti li, sono tutti li nei tubi, nelle cose, nelle...e che cazzo…omissis…, non so cosa farmene, per questo ti dico…omissis… per questo ti dico se tu hai la possibilità di metterti da parte o di portarti lì ancora 30 – 40». Vincenzo: «no papà basta»; Rosario: «vabbé, sappi che tu sul tuo conto corrente qui hai quasi 100.000 euro eh» Vincenzo:«ecco, basta, basta, perché ti ripeto non , queste cose non... ...omissis.. ». Rosario: «Vincenzo, tu sul tuo conto corrente, intestato a te, tu ti troverai 150.000 euro» Vincenzo:«ho capito, ma quei soldi, da dove arrivano? chi e’ che li ha messi?» Rosario:«eh sono risparmi di dieci anni» Vincenzo:«e di chi?» Rosario:«di tuo padre, tuo padre te li ha lasciati» Vincenzo:«papà la mia preoccupazione, forse tu non riesci a capire, se io fossi in Italia me ne fregherei, ma un domani se tu, ti succede qualcosa, io sono in Inghilterra, io dovrò fare i conti non soltanto con il fisco italiano ma anche con il fisco inglese (...) Adesso comunque queste cose del conto in banca, ma almeno cos’è un conto cifrato? Rosario:«e certo che è un conto cifrato. Ma tu non ti devi preoccupare, «Io ti ripeto ho regolare in Italia ho 500.000 euro e 500-600 (cinquecento- seicento mila euro) ce li ho nei tubi».
A Vincenzo, Perri racconta come li ha fatti quei soldi. Da quando, il 27 aprile del 1962 arrivò a Desio e il primo posto dove dormì fu la caserma dei carabinieri, ospite di uno zio maresciallo. «Dopo sono andato a vivere solo in via Manzoni e subito ho iniziato a lavorare in Comune per 54 mila lire di stipendio…ma non mi bastavano e così arrotondavo lavorando di notte… dopo sono andato ad abitare vicino all’ospedale alla Bria, conoscevo gente, racimolavo progetti … ecco perché questa mia voglia di fare per guadagnare oltre…»
Vincenzo: «Ma perché volevi di più avevi paura di ritornare giù? » Perri: «No…avevo voglia di avanzare, di avere di più e sapevo di potercela fare».
V: «quando arrivato il momento di dire è abbastanza?»
R: «tre quattro anni fa, adesso non me ne frega più niente. Ho sempre avuto nella testa di non andare nel condominio e di avere la villa e sono riuscito… volevo la casa al mare, ma mi capitò un casa in montagna di un’ impresa di Desio e ok. No volevo sempre di più e sapevo che potevo guadagnare di più. In due anni di matrimonio mi misi da parte 6 milioni con 115 euro che guadagnavo…Io ho visto canale come fare soldi. Voi siete bamboccioni noi a 30 anni eravamo più adulti… Adesso il mio problema è la vostra tranquillità Hai visto quanto ho perso in borsa?». V.«Anche in Borsa?».
Nella discussione non si fa mai cenno alla ventennale amicizia con i Moscato (legati alla famiglia nelle ndrine Iamonte) di cui gli inquirenti hanno trovato tracce nelle fotografie fatte nei viaggi in giro per il mondo. In conclusione: quei famosi soldi nei tubi non sono mai stati trovati anche perché, quando fu richiesta la perquisizione alla DDa essa non fu eseguita, causa raffica di arresti di Infinito. Poi la Guardia di Finanza ha iniziato a indagare su mandato dei pm Mapelli, Baggio e Costa, ma di quei soldi non c’è traccia. Perri resta ai domiciliari dal 16 gennaio per corruzione, si è sempre dichiarato estraneo a tutte le contestazioni. I Moscato nei primi interrogatori hanno negato di conoscere Perri, compagno di viaggi. Da parte sua il geometra non ha mai nascosto l’amicizia con loro. Sulla natura dei rapporti con Ponzoni Perri conferma che erano solo di natura politica.
di Laura Marinaro