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"Cari fedeli, vado in ritiro" Ma in realtà è sulla Concordia

Don Massimo nei guai

Il sacerdote è stato tradito da un post della nipote su facebook: "Sto bene, sono riuscita a prendere la scialuppa con lo zio"

Don Massimo Donghi
Don Massimo Donghi

Monza, 26 gennaio 2012 - Dal pulpito ha bacchettato i fedeli della sua parrocchia che da una settimana non
parlavano altro che dei suoi viaggi sulla Costa Concordia. Sì, perché Don Massimo Donghi, parroco di Besana in Brianza, ufficialmente si era preso qualche giorno di riposo per la consueta settimana di ritiro dedicata agli esercizi spirituali.

Così almeno aveva raccontato ai parrocchiani e ai colleghi della scuola di Besana dove insegna poco prima di partire. Ma le bugie, si sa hanno le gambe corte e a svelare attraverso il social network Facebook la verità è stato un commento di una nipote. «Mia nonna e mio zio, don Massimo, erano sulla nave – ha scritto la ragazza nei giorni successivi al naufragio – Meno male che sono finiti nella prima tranche di scialuppe. Grazie a Dio stanno bene».

In compagnia della mamma Imelda, residente a Seveso, di suo stretto collaboratore laico, il diacono Renato Corbetta con la moglie Alice è partito da Civitavecchia per sette giorni di svago e relax nel mediterraneo, a bordo della Costa Concordia. Le poche indiscrezioni che i ben informati vicino alla canonica raccontano è che la comitiva al momento della collisione si trovava a cena. Immediata la comunicazione via cellulare ai familiari rimasti in Brianza che qualcosa di grave stava succedendo.

L’abbandono della nave e i difficili minuti sulle scialuppe di salvataggio sono stati raccontati dalla nipote del sacerdote brianzolo. Il riparo iniziale del gruppo di naufraghi brianzolo è stato all’interno della chiesa del Giglio, poi a porto Santo Stefano, da qui a Savona per poi tornare finalmente a casa.

Don Massimo comprensibilmente provato ancora scosso dopo l’odissea della scorsa settimana non ha voluto commentare l’accaduto glissando soprattutto sul tam tam di voci che lo riguardavano. Gli sfottò in paese non sono mancati e anche dal sito cittadino dei Giovani padani non sono mancate le «tiratine d’orecchie» al sacerdote. «Non sapevo però che nel 2012 i viaggi spirituali si facessero in crociera» sono stati i commenti sarcastici del gruppo dei giovanili lumbard.

di Laura Ballabio

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