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Oro in cambio di soldi, boom al banco dei pegni

«Ora ci si rivolge allo sportello anche per pagare le bollette»

Monza, negli ultimi anni i clienti sono aumentati del 10%. Ogni giorno di apertura lo sportello conta fino a una sessantina di operazioni. Con il rialzo del mercato dell’oro le quotazioni sono salite fino a 40 euro al grammo

Banconote (Foto Ansa)

Monza, 2 dicembre 2011 - Oro quotato alle stelle che diventa un bene rifugio per i ricchi che ci investono i loro patrimoni sottratti alle Borse a picco e al mattone svalutato. Ma che viene anche dato in pegno dai nuovi poveri che non riescono a tirare la fine del mese e sono costretti a svuotare le case degli oggetti preziosi di famiglia. È il paradosso di questa crisi che sta mettendo tutti in ginocchio, dove sono aumentate negli ultimi tre anni, dal 5% al 7-8% e ora fino al 10%, le persone che si sono rivolte allo Sportello di credito su pegno di Monza, in via San Giovanni Bosco, nel cuore della città.

 

Ogni giorno lo Sportello, che è aperto soltanto il lunedì, il mercoledì e il venerdì dalle 8.30 alle 13, fa fino ad una settantina di operazioni, quindi sono circa 800 in un mese le persone che si presentano per aprire, rinnovare o chiudere una polizza di pegno. Anche perché è diventato più conveniente rispetto all’anno scorso in quanto, con il rialzo del mercato dell’oro che ha portato il metallo giallo a quotazioni anche fino a 40 euro al grammo, allo Sportello di credito su pegno hanno aumentato negli ultimi anni i pagamenti, prima da 5 a 6 euro per ogni grammo di oro, poi a 8, poi a 9 e ora sono pronti a chiedere un altro aumento.

 

Una quotazione favorevole che ha spinto i clienti a fare la coda per rinnovare le polizze di pegno, andando a pari con gli interessi dovuti e alle spese, oppure per raggranellare ancora qualche soldo. Un altro momentaneo sospiro di sollievo. Ma sono soldi che prima o poi devono essere restituiti se non si vuole perdere i ricordi di famiglia, venduti all’asta. Aste che, proprio grazie all’aumento vertiginoso del valore dell’oro, sono ora più affollate di acquirenti. Insomma una spirale viziosa da cui è difficile uscire.

 

«Con l'aumento della quotazione dell’oro i clienti riescono con più facilità a mantenere le polizze di pegno - racconta M.P., 48 anni, responsabile dello Sportello di credito su pegno di Monza, nato come Monte dei pegni nel lontano 1496 e negli ultimi tempi diventato una sezione del Banco Popolare Commercio e Industria -. Ma il pegno va bene se è per un bisogno momentaneo, perché se le polizze continuano a essere rinnovate gli interessi ovviamente si accumulano, quindi prima riesci a ritirare i tuoi preziosi e meglio è. Ora c’è chi riscatta la polizza per vendere poi i preziosi negli oro cash. Prenderanno anche di più, ma perdono per sempre i loro monili». Di solito invece i clienti dello Sportello sono fissi e si susseguono di generazione in generazione.

 

«Difficilmente ritirano i loro preziosi e non si vedono più - continua M.P. - Anzi viene prima la mamma, poi il figlio, poi il nipote. La differenza è che negli anni passati la gente impegnava i preziosi di famiglia per un bisogno di soldi imprevisto, mentre ora lo fanno anche per pagare una bolletta troppo alta. C’è però chi impegna per andare in ferie e tenere l’oro al sicuro. Per non parlare di chi ricorre al pegno, magari di nascosto, per giocare al lotto o al casinò».

di Stefania Totaro

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