Eroe a 19 mesi: salva la vita alla vicina di 75 anni

L'anziana stava morendo dissanguata, ma il piccolo si è intrufolato nel suo appartamento e la mamma ha dato l'allarme

Luana Canzi e Fabio Savastano con il figlio 'eroe' Tommaso (Brianza)
Luana Canzi e Fabio Savastano con il figlio 'eroe' Tommaso (Brianza)
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Seveso, 12 giugno 2011 - Aurelia deve la vita ad un bimbo di appena 19 mesi. Un piccolo eroe, inconsapevole di quello che ha fatto. Se non fosse stato per il «vizio» del piccolo Tommaso Savastano di aprire qualsiasi porta si trovi davanti, Aurelia Villa, 75 anni, sarebbe probabilmente morta dissanguata.

Aurelia, che vive in una bella palazzina all’Altopiano, in via Pordenone, è appena stata riaccompagnata a casa dalla figlia, dopo aver trascorso un bel pomeriggio a scuola a vedere la recita di fine anno della nipotina. Sono le 16.30. Decide di cambiarsi e indossare abiti più comodi per stare in casa. Mentre infila le calze, si accorge di avere una mano sporca di sangue. Va in bagno, imbeve d’acqua un asciugamano e cerca di tamponare la ferita. Ma non è un semplice taglio: è un’ulcera plantare.

Aurelia continua a perdere sangue, si rende conto che da sola non può farcela, ha bisogno di aiuto. Ma un po’ per il dolore, un po’ per il panico e per la pressione che inizia a calare, l’anziana signora non riesce a comporre nessun numero di telefono. Attraversando tutta la casa, riesce però a trascinarsi fino alla porta d’ingresso e a girare la chiave per aprirla, poi si accascia a terra. Con un filo di voce chiama la sua vicina di casa, Luana Canzi, che sta rientrando con il piccolo Tommaso. Aurelia sente i rumori sul pianerottolo, ma non riesce ad urlare.

«Non ho sentito che mi chiamava – racconta Luana -. Tommaso era accanto a me, io stavo aprendo la porta di casa, mi sono girata e lui era sparito. Ho visto la porta dietro di me aperta, ho capito che come al solito si era arrampicato fino alla maniglia e si era intrufolato a casa di Aurelia. Ma non pensavo entrando in casa sua di trovarmi davanti ad una scena da film dell’orrore». Sono le 17 quando Luana trova l’anziana riversa a terra, con sangue dappertutto. Accanto a lei il piccolo Tommaso, che conosce bene Aurelia: è quella che lo coccola, che gli dà qualche biscotto, che ogni tanto gli fa fare un giretto, curiosando per casa.

Luana chiama subito un’altra vicina di casa, Gabriella, e insieme allertano il 118 e le figlie, Antonella e Lorena. L’intero caseggiato viene coinvolto nel trambusto e tutti si mobilitano per dare una mano. I soccorsi arrivano tempestivamente, Aurelia è salva. Viene condotta all’ospedale di Desio, dove viene medicata e sottoposta a diversi esami clinici e dove viene tenuta in osservazione per una notte. Ieri è potuta tornare a Seveso, a casa della figlia.

«Avevo paura che Tommaso riportasse un trauma - racconta ancora Luana che vive con il marito Fabio Savastano nell’appartamento proprio di fronte ad Aurelia -. Invece ieri Lorena, la figlia della signora Villa, è venuta a ripulire la casa da tutto il sangue che c’era per terra. Tommaso, come al solito, ha aperto la porta ed è entrato come se nulla fosse, guardandosi in giro con la consueta curiosità dei bambini. È stata una fortuna essere rientrati a casa al momento giusto. Se non fosse stato per Tommaso, sarei entrata nel mio appartamento senza accorgermi di nulla e Aurelia sarebbe morta dissanguata».

Luana non dimenticherà mai la scena che si è trovata davanti: Aurelia riversa a terra in un lago di sangue e il suo bambino lì accanto. «Quando Tommaso sarà più grande - termina Luana - gli racconterò di come, per una volta, il suo vizio di aprire le porte abbia salvato la vita ad una persona e di come questa storia a lieto fine abbia fatto di lui un piccolo eroe, almeno in famiglia».

di VERONICA TODARO

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