'Ndrangheta e politica
Si dimette Perri,
assessore provinciale
L'ex dirigente dell'ufficio Edilizia privata al Comune di Desio (Pdl) lascia "per evitare imbarazzi all'Amministrazione". Non risulta indagato ma nelle intercettazioni si era vantato di avere conti cifrati in Svizzera
Monza, 21 luglio 2010 - Alla fine il Geometra si è dimesso. Travolto a più riprese dallo scandalo delle intercettazioni legate alla maxinchiesta del sostituto procuratore Salvatore Bellomo - le ultime relative a un conto cifrato in Svizzera, a una pratica accelerata a Moscato e a migliaia di euro nascosti nei tubi da disegno - Rosario Perri, 68 anni, si è presentato ieri a Palazzo Grossi, sede della Provincia di Monza e Brianza per depositare la sua lettera di dimissioni. "Irrevocabili".
L’ex dirigente dell’ufficio Edilizia privata al Comune di Desio ha lasciato in un solo pomeriggio l’incarico nel consiglio d’amministrazione del Parco delle Groane ma soprattutto quella di assessore provinciale del Pdl con deleghe a Personale, Affari generali e Società partecipate. In un comunicato diffuso dalla Provincia, Perri ha precisato che "pur non essendo destinatario di alcuna informazione di garanzia e ancorchè non indagato, ritiene opportuno evitare all’Amministrazione provinciale ogni imbarazzo e qualsiasi forma di disagio che i recenti articoli di stampa sono in grado di suscitare e fomentare".
Le dimissioni irrevocabili sono state accolte dal presidente della Provincia Dario Allevi, che ha ringraziato Perri "per il senso di responsabilità dimostrato e per avere tenuto fede alla promessa fatta qualche mese fa quando aveva garantito l’intenzione di fare un passo indietro qualora la sua posizione fosse stata ulteriormente messa in dubbio".
"Mi auguro che Perri possa fare presto luce sulla sua vicenda personale e lo ringrazio per l’impegno profuso nel lavoro svolto durante questo primo anno di mandato", ha dichiarato Allevi, che ha avocato a sé, ad interim, le deleghe dell’assessore dimissionario.
"Apprezziamo il gesto dell’assessore Perri che denota senso di responsabilità verso il Pdl e verso i nostri elettori" dicono Elena Centemero e Roberto Alboni a nome del coordinamento provinciale del Pdl. Solidarietà dalla capogruppo del Pdl Eleonora Frigerio: "Apprendiamo con dispiacere la notizia delle dimissioni. In un clima difficile come quello di questi giorni la decisione di Perri denota un coraggio morale e un senso di responsabilità verso i cittadini non indifferente".
Fin dalla mattina di ieri le dimissioni dell’assessore erano state chieste dall’opposizione. "Gli amministratori coinvolti e chiamati in causa nell’ambito dell’inchiesta sulla ‘ndrangheta, che registra in Brianza uno dei filoni principali, si facciano da parte - dicevano il segretario provinciale Pd e consigliere regionale Enrico Brambilla e il capogruppo in Provincia Gigi Ponti -. Riteniamo che sia dovere di tutti chiedere un passo indietro a chi, pur non essendo indagato, non solo abbia avuto rapporti con esponenti della ‘ndrangheta, ma si sia reso responsabile di condotte inaccettabili per chiunque, soprattutto per chi amministra la cosa pubblica, come il tentativo di esportare all’estero illegalmente capitali sulla cui esistenza e provenienza speriamo gli inquirenti facciano luce al più presto".
Nel mirino del Pd, anche il direttore generale dell’Asl di Monza Pietrogino Pezzano, finito in alcuni degli atti di intercettazione. "La situazione sta diventando molto preoccupante - denuncia il Pd -. Le istituzioni devono fare di tutto per tenersi agli occhi dei cittadini al di sopra di ogni sospetto. Per questo chiediamo un passo indietro a chi è coinvolto, soprattutto affinché possano eventualmente dimostrare più liberamente la propria estraneità ai fatti senza coinvolgere gli enti di cui fanno parte".
Brambilla ha poi definito "inaccettabile" il rinvio a settembre della discussione al Pirellone della mozione sulle dimissioni di Massimo Ponzoni, altro nome emerso, dall’ufficio di presidenza del consiglio regionale. Intanto ieri il Pd ha chiesto al commissario di Governo Renato Saccone di inoltrare al Prefetto di Milano la richiesta di una convocazione urgente del Comitato sulla sicurezza.
All’attacco di Pezzano e Ponzoni anche Chiara Cremonesi, consigliera regionale di Sel: "Crediamo non sia opportuna la permanenza alla guida dell’Asl di un dirigente che abbia intrattenuto relazioni quantomeno incaute e, come dicono gli inquirenti, di reciproca disponibilità con la locale di Desio. Chiediamo perciò che Formigoni disponga la sospensione di Pezzano e che intervenga al più presto in Consiglio". Chiesta anche la convocazione di un consiglio provinciale straordinario dopo il caso Perri.
"Fosse anche solo per l’intercettazione in cui l’assessore, parlando con il figlio, fa riferimento a 500/600mila euro nascosti nei tubi di casa e a conti svizzeri cifrati - dichiara Daniele Cassanmagnago, portavoce provinciale di Sel - sarebbe imbarazzante che continuasse a svolgere il suo incarico senza spiegazioni. Ma le carte lo chiamano in causa pure in relazione al caposocietà della locale di Desio Candeloro Pio e a Moscato, entrambi arrestati. Un conto è la rilevanza penale, ancora da verificare, tutt’altro l’opportunità politica".
di MONICA GUZZI

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