Traffico di rifiuti, due arresti
Fermato il "giro" in Brianza
Sgominata un'organizzazione che sarebbe legata alle cosche mafiose, specializzata nel traffico illecito di rifiuti pericolosi in Lombardia: in manette, Filippo Vicino, consigliere comunale di minoranza tra le fila del Pdl a Solaro, e Tommaso De Bellis, imprenditore di Limbiate
di Alessandro Crisafulli

Solaro (Monza), 20 gennaio 2010 - Tocca, e non poco, anche la Brianza, la vasta operazione “Replay” coordinata dal Nucleo tutela ambientale dei carabinieri di Treviso, con la quale è stata sgominata una organizzazione, che sarebbe gestita al vertice da esponenti legati alle cosche mafiose, specializzata nel traffico illecito di rifiuti pericolosi in Lombardia.
Due dei dieci arrestati risiedono, lavorano e sono piuttosto noti in Brianza. Uno anche per la sua attività politica. Qui, a Solaro, ha sede anche una delle aziende che sarebbero coinvolte nel “giro”: la Abc Servizi Ecologici srl.
In manette, su ordini di custodia cautelare emessi dal tribunale di Busto Arsizio, sono finiti Filippo Vicino, 65 anni, residente a Solaro, consigliere comunale di minoranza tra le fila del Pdl e Tommaso De Bellis, 61 anni, residente a Limbiate, già passato da guai con la giustizia. Entrambi imprenditori nel ramo della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti, entrambi messi agli arresti domiciliari.
La maxi indagine, messa in atto da oltre 200 militari (il nucleo ecologico di Milano con l’ausilio dei comandi provinciali di Varese, Milano e Monza), ha portato a 10 arresti, 40 indagati, decine perquisizioni, oltre al sequestro di due impianti di gestione rifiuti, sette sedi legali di società, 18 automezzi, 4 immobili, 21 conto correnti bancari.
Gli indagati - tra cui figurano anche direttori e impiegati di alcuni istituti bancari compiacenti - sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, falsità documentale e riciclaggio.
Un traffico che sarebbe legato con la malavita organizzata: coinvolti nell’inchiesta, infatti, i membri della famiglia di Salvatore Accarino, il quale, tramite la creazione di diverse società intestate a prestanome, raccoglieva rifiuti speciali pericolosi e non dalle varie realtà industriali lombarde e anziché trasferirli in luoghi autorizzati, li avrebbe trasferiti, dopo averli trattati, in siti non autorizzati, con alti guadagni.
Accarino fu già tra l’altro condannato nel 2008 per traffico di rifiuti, tra la Campania, la Lombardia, l’Emilia Romagna e la Puglia.
La Abc Servizi Ecologici, che ha lavorato anche per diverse pubbliche amministrazioni, sarebbe stata una delle aziende “compiacenti” che fungeva da appoggio nella catena illecita: “specializzata in ecologia ambientale - si racconta sul suo sito web - offre servizi di bonifica ambientale, difesa del suolo e recupero del territorio, salvaguardia ambientale. Fornisce anche la certificazione ambientale, occupandosi in particolare del recupero aree dismesse, oltre che della salvaguardia idrogeologica”.
L’operazione “Replay”, oltre a riaccendere i riflettori su questi affari sporchi sempre più spesso in mano alle mafie, dopo l’operazione che nel 2008 ha riguardato le discariche di Desio, Seregno e Briosco, non potrà non avere ripercussioni sullo scenario politico di Solaro, dove Vicino è uno dei tre consiglieri del Popolo delle Libertà.
Alessandro Crisafulli
