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INTRAPRENDENZA IN BRIANZA

Diventare imprenditori contro la crisi
Società nate da chi ha perso il lavoro

Presentati i dati all'apparenza contradditori del "Rapporto Brianza 2009" che confermano la tenacia del territorio. Nei primi tre mesi del 2009 il sistema industriale  ha registrato una flessione del fatturato, nonostante ciò, intanto, nascevano 16 nuove attività al giorno

di Fabio Lombardi

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Presenti anche i candidati della futura Provincia all'incontro degli industriali in Camera di commercio a Monza (Foto Radaelli) Monza, 27 maggio 2009 - Cala la produzione, scende il fatturato, ma aumenta il numero delle imprese. Una contraddizione? Non proprio.

 

È infatti la crisi, paradossalmente, a far aumentare il numero delle aziende. Come? "Su questo dato incide anche il fatto che molti lavoratori rimasti senza un impiego si inventano imprenditori.

 

I numeri ci dicono che il 20 per cento (uno su cinque, non pochi ndr) dei nuovi aspiranti imprenditori è stato espulso dal mercato del lavoro".

 

Spiega Renato Mattioni, segretario della Camera di Commercio presentando i dati di "Imprese e territorio - Rapporto Brianza 2009" (80 pagine che passano ai raggi X la nuova Provincia) e incrociandoli con l’ultima analisi congiunturale elaborata da Confindustria Monza e Brianza.

 

Una presentazione avvenuta nella sede dell’Associazione industriali durante un convegno che poi ha visto confrontarsi, sui temi dell’economia e dello sviluppo, 9 dei 10 candidati alla presidenza della nuova Provincia.

 

Gli effetti della crisi si fanno dunque sentire anche sul sistema industriale della Brianza che, pur cavandosela meglio di altri territori, nel primo trimestre dell’anno ha fatto registrare un flessione del 7,1 per cento del fatturato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (il calo è invece dell’1,7 per cento se confrontato con il trimestre precedente).

 

Crolla anche il fatturato: -12 per cento rispetto ai primi tre mesi del 2008 e -3,8 punti percentuali nel confronto con l’ultimo trimestre del 2008.

 

Dati che, come detto, stridono con la crescita del numero di imprese. Le società attive sono oltre 61mila (7,4 per cento dell’intera Lombardia) e in un anno sono cresciute dell1,1 per cento (più della media regionale che si è attestata intorno allo 0,5 per cento).

 

Nei primi tre mesi del 2009 a Monza e Brianza si sono iscritte al registro delle imprese 1.434 nuove società (22 per cento in più rispetto all’ultimo trimestre del 2008). In pratica nei primi tre mesi del 2009 sono nate 16 nuove attività al giorno.

 

Nonostante le difficoltà, nonostante il calo della produzione industriale, nonostante la stretta creditizia, le imprese della Brianza non si arrendono. Mostrano quella tenacia tipica del brianzolo che non si tira indietro davanti alle difficoltà e ricerca nuovi mercati e ordini.

 

Le istituzioni hanno il dovere di sostenere quei segnali di fiducia che provengono dal mondo dell’impresa e possono farlo allentando la pressione fiscale e migliorando i rapporti con le banche", ha detto nel suo intervento Carlo Edoardo Valli, presidente di Confindustria e di Camera di Commercio di Monza e Brianza.

 

Alle difficoltà, infatti, il 48 per cento degli imprenditori ha risposto che affronta la crisi "cercando nuovi mercati", il 20 per cento "aumentando la pubblicità", il 21 per cento "attraverso l’utilizzo delle ferie" dei propri collaboratori e dipendenti.

 

II 10 per cento "riducendo il personale", il 20 per cento "internalizzando le attività per contenere i costi" e il 5 per cento "ricorrendo alla cassa integrazione" (la somma delle percentuali è superiore a 100 perché ogni impresa ha potuto attuare una o più strategie insieme).

Fabio Lombardi










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