Monza, 11 ottobre 2017 - Anteprima dell'Open d'Italia con tanti vip e iniziative. Ieri sui campi che da domani (venerdì) saranno teatro delle sfide dei campioni si sono affrontati due "vecchi amici" come  Michel Platini (pallone d'oro ed ex giocatore della Juve) e
Beppe Dossena (campione del mondo nel 1982 e giocatore di Torino e Samp) che sono stati fra i vip che partecipano alla Rolex Pro Am, la sfida fra squadre di golfisti professionisti affiancati da amatori. I due ex calciatori sono stati inseriti nel team di Renato Paratore, e il campione del Mondo del 1982 se l'è cavata un po' meglio rispetto all'ex presidente della Uefa.

Altri amatori hanno conquistato applausi con i loro colpi, anche due disabili nel team dello spagnolo José Maria Olazabal, simboli di uno sport che aiuta a superare le barriere: Andrea Calcaterra, classe 1952, promettente dilettante che a fine anni '90 ha perso la vista e sul green ancora colpisce forte e si destreggia facendosi aiutare a prendere le misure; e il colonnello Roberto Punzo, ferito alle gambe nel 2006 in Libanoda una bomba e capace comunque di muoversi e colpire la pallina grazie a una sedia a rotelle automatizzata.

Durante la giornata c'è stata anche la visita di Borja Valero, il forte centrocampista dell'inter che si è goduto un po' di relax in attesa del derby di Milano che si disputerà domenica sera.

Una giornata che ha visto anche una singolare vicenda da "Libro Cuore" . Un disegno nell'armadietto e una foto postata sui social network che conquista migliaia di like. Sono i protagonisti e gli ingredienti di una storia di golf, un tenero viatico per l'Open d'Italia al via domani. Da una parte il campionissimo di golf Alexander Noren, dall'altra Carlo Melgrati, un bambino di 10 anni tesserato per il Golf Club Milano a Monza che si è trovato a 'prestarglì l'armadietto . Nel mezzo un pensiero lasciato a
uno dei suoi idoli sportivi che ha voluto condividere con i suoi "follower"
 la sorpresa: qualche riga scritta in stampatello e tre parole a caratteri cubitali: «Best of luck» (Buona fortuna).

Nel mezzo il disegno di una sacca da golf e la firma in calce. Una storia che ricorda un pò quella tra Leo Messi e il bambino che a Montevideo, in Uruguay, era scoppiato in lacrime perché voleva una foto, poi ottenuta, con la "Pulce". Stavolta
il "selfie" non è ancora arrivato, ma l'abbraccio tra lo svedese Noren e il piccolo Carlo potrebbe essere solo questione di tempo. Un'altra testimonianza che esistono anche campioni gentili.