Monz, 11 luglio 2016 -  ​«Ciao David, ci manchi un sacco». «Ciao Elio, questa festa è anche per te». I-Days e Brianza Rock Festival, ultimo giorno di musica. Anche nel ricordo del Duca Bianco con il flash mob organizzato da Andy dei Bluvertigo in omaggio all’art rock dk Bowie, e di Elio Bonavita, il ragazzo morto un anno fa in un tragico incidente su viale Brianza mentre andava con la mamma a una partita di calcio. Perché la musica è anche questo. La forza di toccare le corde dell’anima e dei sentimenti. Un concentrato di emozioni. Che per tre giorni hanno fatto cantare e ballare per oltre 50 ore i 50mila arrivati da tutta Italia e dall’estero per uno dei festival di musica internazionale a più alto contenuto rock nel panorama. Day one con la musica elettronica di Paul Kalkbrenner, sabato con le atmosfere oltremondane dei Sigur Ros chiusi in una scenografica gabbia illuminata di colori fluo e con visual che richiamano scenari cosmici, foreste di betulle e paesaggi mistici.

Ieri il gran finale, con il missile alto 12 metri e il fulmine alla rovescia di «Space Oddity» ad accogliere le migliaia di fan nell’area concerti della Gerascia. Quattro palchi che hanno cacciato decibel fino a notte. Andy - che oltre alla sua carriera di musicista non ha mai abbandonato l’arte come forma espressiva - ha curato una sua personale audio-visualizzazione. Icone di ieri e di oggi. Per una domenica che sul palco principale ha portato il postpunk degli Eagulls, l’alternative rock scozzese dei Biffy Clyro, la new wave dei Public Acces TV e l’ondata britpop (genere di cui sono stati pionieri insieme a band come Oasis, Blur e Pulp) degli inglesi Suede a chiudere la tre giorni di festival organizzato da Vivo Concerti.

Band degli anni Novanta, sciolta e poi risorta nel 2010, gli Suede hanno portato a Monza i brani del loro ultimo lavoro, «Night Thoughts» (secondo la critica uno dei loro migliori album), per raccontare «la famiglia, la paternità, i malintesi e le paranoie». Poi tutti a casa. Ma è solo un arrivederci. Questo era l’anno zero. Perché gli I-Days promettono di tornare. Sempre in duetto con il Brianza Rock Festival. Magari con una formula nuova. Capace di andare anche oltre il successo dell’edizione 2016. «Stiamo pensando a un festival che dia spazio alla musica italiana con il Brianza Rock e una settimana dopo alla musica internazionale targata I-Days - ipotizza Roberto Masi, uno degli organizzatori insieme a Vivo Concerti -. In mezzo, giornate dedicate alle band emergenti». Del resto «questa è una location splendida che permette di valorizzare la musica e il territorio che ci ospita», l’orgoglio di Ado di Vivo Concerti.

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