Monza, 9 settembre 2017 - Il Made in Brianza? Crea 100mila posti di lavoro. I prodotti manifatturieri realizzati nel territorio, spesso conosciuti e richiesti in tutto il mondo, costituiscono ancora un importante pilastro del sistema economico territoriale. A valutarne il «peso» è un’elaborazione effettuata dall’Uffici studi della Camera di commercio di Monza e Brianza.

Sono infatti oltre 9mila le imprese e più di 100mila gli occupati del “made in Brianza”. "Aziende e lavoratori che danno vita all’anima manifatturiera del territorio", spiegano dalla Camera di commercio. Le imprese dell’industria manifatturiera sono 9.132, pari al 14,3 per cento delle imprese attive in provincia, che vanta una specificità manifatturiera superiore rispetto alla media regionale e a quella nazionale (rispettivamente l’11,9% e il 9,6% del totale delle attive). Un Made in Brianza che ha retto alla crisi pur lasciando sul campo 940 imprese che hanno chiuso i battenti tra il 2009 e il 2016. All’interno del territorio brianzolo, l’area in cui la presenza del manifatturiero è più diffusa è quella a Nord di Monza, con capofila il comune di Meda, dove circa una impresa su quattro opera nell’industria manifatturiera (24,6%), seguita da Lentate sul Seveso (21,6%) a cui si aggiungono Briosco (21,4%) e Sovico (21,1%).

"Analizzando nel dettaglio i comparti che costituiscono il settore manifatturiero made in Brianza, al primo posto troviamo la meccanica con 2.757 imprese pari al 30,2% , quindi il comparto del legno arredo, con un peso del 23% sul totale (complessivamente si contano quasi 2.100 imprese) e al terzo posto il tessile (9,1%). Anche l’elettronica con un peso del 6,7%, rappresenta un comparto di rilievo per il sistema imprenditoriale locale. A Monza e Brianza la componente artigiana raggiunge il 61,4% del totale del comparto manifatturiero. Nel legno-mobile lo quota raggiunge il 75,1%», aggiungono dalla Camera di commercio. L’incidenza dell’imprenditoria femminile nel manifatturiero è pari al 13,1 per cento, al di sotto della media italiana (17,4%), anche per quanto riguarda l’imprenditoria giovanile, il dato brianzolo è leggermente sotto la media italiana (4% contro il 6,8%), mentre la presenza di stranieri nella manifattura, vale a dire la maggioranza di soci di un’impresa nati all’estero, è pari al 4,6%.