Monza, 31 gennaio 2017 - Si ingarbuglia ancor di più (se possibile) la vicenda dei ricorsi al Tar contro la fusione delle Camere di commercio di Milano e Monza. Nei giorni scorsi il Tar non ha concesso la sospensiva (l’atto in cui si «congela» l’iter di una procedura in attesa del giudizio) sull’impugnazione presentata dalla Provincia di Monza. Responso che in genere equivale a una mezza bocciatura e non lascia sperare in un giudizio favorevole. Anche alla luce di questa decisione del Tribunale amministrativo della Lombardia, la Cgil, la Cisl e la Uil territoriali, che avevano presentato un loro ricorso (il primo in assoluto), hanno chiesto al Tar (riunitosi in udienza il 24 gennaio) di non esprimersi sulla sospensiva (che era stata richiesta anche nell’impugnazione dei sindacati) ma di andare nel più breve tempo possibile a una sentenza «nel merito» contro le delibere di fusione che le camere di Milano e Monza hanno approvato in estate.

Il collegio del Tar ha accettato. «Non solo. Il Tar ha riconosciuto la complessità della materia e ha deciso di compensare (dividere fra le parti) i costi della procedura. Lo riteniamo un punto a nostro favore», hanno spiegato i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Brianza, Maurizio Laini, Rita Pavan e Luigi Soldavini insieme a Marco Viganò, ex segretario della Cisl territoriale e componente della giunta della Camera di commercio di Monza (uno dei due a votare contro la delibera di fusione). L’obiettivo del ricorso dei sindacati è quello di difendere l’autonomia della Camera brianzola (che, anche nel piano di accorpamenti previsto dal Governo Renzi, avrebbe i numeri per restare da sola) e se mai in futuro decidere con chi accorparsi (Lecco? Como?) anche in base al disegno delle Aree vaste (le «superprovince» che avrebbero dovuto nascere da accorpamenti delle attuali Province, ma che il «no» al referendum ha bloccato).

Insomma tutto è in forse. La speranza dei sindacati è che il Tar si pronunci entro l’8 marzo (data ultima a disposizione della Provincia per ricorrere al Consiglio di Stato contro la mancata sospensiva). Questo per non ingarbugliare ulteriormente la situazione. Ma non finisce qui. I sindacati hanno anche un ricorso pendente al Tar del Lazio contro la delibera del Ministero che in settembre aveva dato l’ok alla fusione.

Intanto la Camera di commercio di Milano, Monza e Lodi ha «informato l’associazione di aver avviato le procedure per la realizzazione di un unico consiglio camerale (22 consiglieri che dovranno poi eleggere una giunta di 5-7 persone). Procedure che saranno attivate in tarda primavera e che a settembre dovrebbero portare alla formazione del nuovo consiglio. Ricorsi, sospensive e controricorsi permettendo.