Brugherio, 18 maggio 2017 - Candy vola. Sfonda il muro di un miliardo di euro di fatturato. Investe, ma il futuro della fabbrica brianzola (l’unica del Gruppo rimasta in Italia) resta incerto. Mercoledì la multinazionale made in Brianza ha presentato l’ultimo bilancio e le strategie di espansione e crescita.

Un anno record per l’azienda di elettrodomestici che ha chiuso il bilancio al 31 dicembre 2016, con il superamento della soglia storica del miliardo di euro di ricavi. «Oltre ai ricavi consolidati, pari a 1,035 miliardi di euro e in crescita del +10 per cento (la crescita è del 13,2% se riconciliata per l’effetto valute), rispetto al 2015 Candy ha fatto segnare un significativo rialzo nella quota di mercato detenuta in Europa dove ha registrato, rispetto al 2015, un incremento del 20 per cento diventando il Gruppo che cresce maggiormente tra i principali operatori del mercato degli elettrodomestici», ha spiegato l’amministratore delegato di Candy Group, Beppe Fumagalli.

Bilanci e quote di mercato che tornano prepotentemente a crescere dopo anni di flessioni cominciate intorno al 2008 (già nel 2015 si era però registrata un’importante inversione di tendenza). E ora Candy non si vuole fermare. «Il piano industriale 2017-2019 prevede 105 milioni di investimenti per rilanciare l’innovazione e la crescita del Gruppo, con l’obiettivo di raggiungere un fatturato consolidato di 2 miliardi di euro nei prossimi 5 anni, oltre ad ulteriori investimenti dedicati al marketing e la comunicazione (43 milioni di euro investiti nel 2017 con un incremento previsto del 50% nei prossimi due anni)».

Parallelamente, Candy ha recentemente rafforzato la propria presenza sul mercato cinese in virtù dell’accordo di collaborazione strategica siglato lo scorso mese di marzo con Meiling, azienda tra i leader in Cina (dove Candy ha la sua fabbrica più grande e moderna capace di realizzare oltre un milione di lavabiancheria all’anno) per la produzione e distribuzione di elettrodomestici».

Ma a Brugherio c’è chi sorride a metà (anche meno). «Siamo positivamente colpiti da questa crescita e ottimisti verso il futuro del gruppo Candy Hoover. Vorremmo però far notare che la sola casa italiana a difendere il comparto è sempre meno italiana, ed è sempre meno brianzola. Nonostante la crescita l’Azienda in Italia continua a dichiarare un esubero nello stabilimento di Brugherio di circa 300 unità, più di metà della forza lavoro diretta in produzione. Nonostante i numeri del Gruppo, una crescita di fatturato a due cifre, nello stabilimento di Brugherio si lavora quattro ore due/tre giorni a settimana, con conseguente drastica riduzione del salario per le lavoratrici e i lavoratori. Nonostante tutto, l’attenzione della proprietà va allo stabilimento cinese e, solo le “briciole” in Italia, a Brugherio», spiega Angela Mondellini, segretario generale della Fiom-Cgil Brianza. Per il momento i licenziamenti sono stati «congelati» attraverso i contratti di solidarietà (in scadenza a ottobre e rinnovabili per un altro anno). «Ma quando gli ammortizzatori scadranno che ne sarà di noi?», si domanda Poalo Mancini delegato sindacale della Candy.

Ma i vertici della multinazionale puntano sull'innovazione: dalla lavatrice comandata dal telefonino, al forno con la webcam e un display sul quale scorrono le ricette. Non è fantascenza, ma ormai è la realtà. Il 64% degli elettrodomestici con «smart appliance» via Internet collegata al telefonino venduti l’anno scorso in Europa occidentale è del gruppo Candy, che quest’anno raggiungerà i 220mila utenti connessi, per salire a 1,5 milioni nel 2019.

«Il valore anche di un gruppo come il nostro oggi si conteggia con il numero di utenti connessi - ha spiegato l’amministratore delegato Beppe Fumagalli - e noi ci puntiamo con tutte le forze. L’industria 4.0 non è un concetto astratto ma molto concreto e il nostro stabilimento di Brugherio sta diventando il più evoluto in Europa, a partire dalla connessione con fornitori e partner», aggiunge il numero uno del gruppo, che solo in questo progetto sta investendo 5 milioni, dei quali 3 finanziati da un bando della Regione Lombardia. Candy è in strettissimo contatto con Google e Ibm per lo sviluppo digitale e intende finanziare ‘start up’ del settore per avere più rapido accesso a queste tecnologie.