Agrate Brianza, 11 gennaio 2018 -  All'una e mezza esplode la rabbia dei sindaci della Brianza: in 35, fascia tricolore al petto, si ritrovano a  protestare contro il rincaro del pedaggio davanti alla barriera di Agrate/Vimercate, l’unica esistente sulla Tangenziale est.  Si sono messi in marcia contro l’aumento di 30 centesimi, da 1,70 euro a 2 euro, scattato l'1 gennaio per automobilisti e motociclisti  e altrettanto, e anche di più, per chi guida i camion: "Andare e tornare da Milano costerà quasi 1000 euro l’anno", dicono i primi cittadini, preoccupati per quello che accadrà sulle strade comunali e provinciali, prese d’assalto dagli automobilisti più di quanto non facciano ora, al solo scopo di evitare il balzello. 

La manifestazione non ha colori politici. A far da portavoce, per non far torto a nessuno, sono stati Ezio Colombo, primo cittadino di Agrate Brianza, per il centrosinistra, Riccardo Borgonovo, Concorezzo, per centrodestra, Francesco Sartini, Vimercate, M5S.

Da queste parti non è mai piaciuta la barriera che colpisce in larga misura i pendolari della Brianza, i sindaci stimano circa 19mila persone, che ogni mattina vanno a Milano per lavoro o studio.  Ma l’aumento del 18% non lo hanno proprio digerito; una petizione on line per l'abolizione del casello ha raccolto 5700 firme in pochi giorni.

La società Milano Serravalle-Milano Tangenziale ha spiegato in una nota che l’aumento è l’effetto del provvedimento approvato a fine dicembre Ministero dei Trasporti per tutta la rete autostradale ed è stato accordato a Serravalle per gli investimenti fatti negli ultimi 3 anni. Ma non è solo il pedaggio all’origine del malcontento. I sindaci, dopo avere pagato 2 euro del pedaggio, hanno occupato simbolicamente la parte a sinistra del casello per chiederne lo spostamento verso Milano, un nuovo svincolo che unisca l’A4 alla Est, la riduzione del pedaggio e soldi per prolungare la linea 2 della metropolitana da Cologno Nord a Vimercate, un’opera attesa da 32 anni e che la Brianza Vimercatese, regno delle multinazionali delle telecomunicazioni e della microelettronica come StMicroelectronics, Cisco, Nokia, Micron, Energy Park, ora chiede a gran voce di avere.