Monza, 7 dicembre 2017 - Svolta nel giallo dell'avvelenamento da tallio (Che cos'è il tallio - SCHEDA). I militari dell'Arma di Nova Milanese e Desio hanno arrestato con l'accusa di avvelenamento il nipote delle vittime, Mattia Del Zotto, 27 anni. Il giovane, accusato dell'omicidio dei nonni e di una zia mediante somministrazione premeditata di tallio, al momento dell'arresto ha detto ai carabinieri "l'ho fatto per punire soggetti impuri e non voglio collaborare". Il giovane ha anche indicato ai carabinieri il luogo in cui aveva nascosto le boccette di veleno inutilizzate: 5 confezioni ancora intonse sono state trovate nella cantina della sua casa di via Fiume, a Nova Milanese. Da due anni il giovane si era chiuso in se stesso, come hanno riferito ai carabinieri i genitori, che ieri sera erano in casa al momento dell'arresto.

Le vittime del tallio, da sinistra: Maria Gioia Pittana, Giovanni e Patrizia Del ZottoLE VITTIME - A causa dell'avvelenamento da tallio sono morti Giovanni Battista Del Zotto, 94 anni, Patrizia Del Zotto 62 anni e Maria Gioia Pittana 88 anni. Mentre altre 5 persone, i nonni materni, il marito della zia morta, un'altra zia e la badante dei nonni paterni, sono tuttora ricoverati in ospedale. I primi ad accusare i sintomi dell'intossicazione da tallio erano stati i nonni e la zia del 27enne, poi deceduti. In seguito è stata la volta di Laura Del Zotto e di Enrico Ronchi, rispettivamente sorella minore e vedovo di Patrizia Del Zotto, e della badante di famiglia Serafina Pogliani, finiti in ospedale per avvelenamento. Infine anche i nonni materni, Alessio Palma e Maria Lina Pedon, 83 e 81 anni, sono stati ricoverati in ospedale per lo stesso tipo di avvelenamento. Proprio a casa di questi ultimi gli inquirenti hanno sequestrato una miscela di erbe per infusi contaminate da tallio.

LA SETTA -  Mattia Del Zotto aveva aderito ad un nuovo gruppo religioso chiamato "Concilio Vaticano II". Lo ha rivelato la madre del giovane agli inquirenti: "Mio figlio dice di non essere più cattolico e che sta seguendo una nuova religione, penso che sia una specie di setta". Da circa un anno il 27enne aveva adottato un nuovo stile di vita: in camera voleva stare con il termosifone spento sostenendo che "con poco si vive". Ex magazziniere, il 27enne è considerato molto "introverso", ma nessun familiare fino a ieri aveva sospettato che potesse essere lui l'autore dell'omicidio plurimo. Stando a quanto emerge dall'ordinanza di custodia cautelare la password del pc del ragazzo era 'gloriosoDIO': proprio nel computer, all'interno della cartella "matti", i carabinieri hanno trovato le fatture del tallio e uno scambio di email con la ditta produttrice. A rivelare agli inquirenti la password è stato il giovane stesso. Nel pc sono state trovate email anche con altre sei ditte, che Del Zotto aveva contatto sotto falso nome per procurarsi la sostanza chimica. 

IL PIANO - Mattia Del Zotto pianificava di avvelenare la sua famiglia fin da giugno: analizzando il suo computer i carabinieri hanno trovato i primi contatti con la ditta fornitrice in una mail risalente al 22 giugno. Inizialmente aveva contattato diverse ditte per comprare arsenico, ma poi ha rinunciato all'acquisto perché in un caso ha ricevuto la richiesta di tracciabilità della transazione e in un altro una dichiarazione di utilizzo. Ha così scelto una ditta di Padova e ha acquistato il solfato di tallio. Le email scambiate con la ditta che vendeva la sostanza chimica sono state trovate nelle bozze della casella di posta elettronica. Le celle che hanno agganciato il cellulare del 27enne hanno permesso di documentare il suo viaggio a Padova, il 15 settembre, per acquistare il veleno, pagato 248 euro in contanti. Ai conoscenti e parenti aveva motivato il viaggio con un colloquio di lavoro.

Le confezioni di tallio trovate e sequestrate in casa del giovaneERRORE FATALE - Esperto di informatica com'era, il 27enne ha cancellato ogni traccia dal suo computer: ha dimenticato però di cancellare la bozza di una mail in cui sollecitava la ditta padovana a fargli arrivare il metallo pesante, preoccupandosi che non gli venisse addebitata due volte l'Iva. Trecento euro circa il valore delle  boccette: sei per la precisione, ma solo con una è riuscito ad uccidere tre persone e farne ricoverare altre 3. Avrebbe quindi colpito ancora. E' stato lo stesso 27enne a portare i carabinieri nella cantina di via Fiume dove custodiva e nascondeva il veleno. Ai carabinieri ha ammesso di aver agito in diversi momenti, continuando ad avvelenare gli elementi della famiglia per una questione di "opportunità". L'ipotesi è che avesse intenzione di colpire anche i genitori.

LE INDAGINI -  Gli inquirenti sono arrivati a Mattia Del Zotto grazie a un account di posta elettronica che il giovane aveva aperto con il falso nome di Davide Galimberti e grazie ai tabulati telefonici del cellulare. Gli investigatori non si sono fermati all'ipotesi della coincidenza, che all'inizio era più forte, ma hanno approfondito soprattutto dopo il secondo avvelenamento, quello dei nonni materni. I militari di Desio e la procura di Monza hanno intuito che l'anello di congiunzione tra i due episodi fosse un familiare. E' stato a quel punto che i sospetti si sono concentrati su quel nipote introverso e solitario.