Nova Milanese (Monza), 17 novembre 2017 –  Gli inquirenti impegnati nel rompicapo del tallio-killer non possono escludere nessuna pista. E stanno scandagliando non solo frigoriferi, congelatori, dispense, della famiglia Del Zotto e, collateralmente, della famiglia Palma. Ma stanno cercando anche di ricostruire intrecci, relazioni, interessi. Eventuali dissidi, problemi, rancori, criticità. Interne o esterne al nucleo famigliare. Cosa emerge, finora? A quanto pare, nulla di nulla. Una famiglia unita, per bene, apprezzata dai vicini, conosciuta e ammirata sul territorio. Quasi perfetta. Senza scheletri negli armadi. Senza segreti.

Ecco quindi che le attenzioni maggiori sono concentrate su che cosa possano avere ingerito (su questo aspetto ormai ci sono pochi dubbi) le otto persone avvelenate, in maniera più o meno grave, dal tallio. Qualche punto di contatto recente, tra i due nuclei che vivono in via Fiume, i Del Zotto, e in via Padova, i due coniugi Palma, ultimi ricoverati suoceri di Domenico Del Zotto, è stato riscontrato: qualche caffè bevuto insieme. Una traccia che gli investigatori quindi stanno battendo. Zucchero e caffè sono stati prelevati e campionati, insieme a decine di altri alimenti e bevande, nelle due abitazioni. Per gli ultimi campionamenti, i carabinieri sono tornati nell'abitazione di Domenico Del Zotto e della moglie Cristina Palma, entrambi risultati negativi ai controlli sulla presenza di tallio nell'organismo, come del resto la sorella Patrizia Palma.