Nova Milanese (Monza e Brianza), 4 ottobre 2017 - Come fosse un’epidemia. Un «giallo» dove finora le uniche certezze sono quelle più cupe: due persone morte, Giovanni Battista Del Zotto, 94 anni, e la figlia Patrizia, 62. Una ricoverata in condizioni molto critiche, la moglie P.G.M., 87 anni, e una in via di miglioramento, l’altra figlia Laura, 58 anni, ricoverata in Neurologia. Ma anche – è la novità della giornata di ieri – un’altra persona ricoverata, la badante dei due anziani coniugi, arrivata in mattinata al pronto soccorso desiano con gli stessi sintomi (anche lei era stata a Varmo, con la famiglia, ad agosto). Per tutte le persone ricoverate a Desio sono arrivati gli esiti delle analisi, che parlano di valori piuttosto alti di tallio nel sangue, a parte per la badante, il cui valore è più contenuto.

E non è tutto: quattro altri parenti sono stati sottoposti a successive analisi, il cui responso è arrivato ieri in serata. Tre negativi. Uno, invece, E.R., il marito di Patrizia Del Zotto, è stato trovato con un’alta concentrazione della stessa sostanza e quindi ricoverato. Le indagini restano concentrate a Santa Marizza, la frazione di Varmo dove è cresciuta la famiglia, e dove è tornata per le vacanze estive, ad agosto. Giorno dopo giorno lo scenario si modifica, cambia. Il quadro, anziché chiarirsi, si ingarbuglia. La prima ipotesi – quella degli escrementi di piccione che avrebbero infestato il fienile del casolare – è svanita: il fienile era in ordine, «tenuto pulito dai vicini di casa», ha assicurato il sindaco del paese di 2.900 abitanti Sergio Michelin.

Lunedì si è palesata un’altra pista: il pozzo dal quale la famiglia attinge l’acqua. Ma il figlio Domenico non la ritiene concreta, «è un pozzo che attinge dalla falda – dice – i vicini bevono la stessa acqua». E non hanno accusato nessun problema fisico. L’attenzione nelle ultime ore si sta concentrando sugli alimenti che la famiglia può avere ingerito, in quel periodo: è in corso da parte dei carabinieri e delle autorità sanitarie uno screening approfondito, certosino, per verificare il «menù» di colazione, pranzo e cena di ogni singolo giorno. E si apre un ulteriore fronte: non c’è più la certezza che l’intossicazione sia necessariamente avvenuta in Friuli. Carabinieri e Asl ieri hanno riavviato degli accertamenti anche sul fronte novese, facendo visita alla villetta di famiglia in via Fiume. Nel frattempo i medici dell’ospedale di via Mazzini stanno facendo il possibile per salvare l’anziana madre e tenere sotto controllo le condizioni della figlia e degli altri due ricoverati. Per avere ulteriori dati utili all’inchiesta è stata disposta l’autopsia sui corpi di Giovanni Battista Del Zotto e della figlia Patrizia: non c’è ancora una data.