Nova Milanese (Monza Brianza), 15 novembre 2017 - Altre due persone ricoverate nelle ultime ore in ospedale a Desio, con i sintomi dell’avvelenamento da tallio. Si tratta dei suoceri di Domenico Del Zotto, figlio di Giovanni Battista Del Zotto e Maria Gioia Pittana: Alessio Palma, 83 anni, e la moglie Maria Lina Pedon, 81. Un giallo che si infittisce. Che inquieta. Per due delle persone da settimane ricoverate nel presidio di via Mazzini, invece, si è deciso il trasferimento agli Istituti Clinici Scientifici Maugeri di Pavia, «per il proseguimento del percorso di recupero», spiega la Direzione dell’ospedale desiano: si tratta di Laura Del Zotto, che verrà trasferita oggi, e Serafina Pogliani, la badante dell’anziana coppia deceduta, che seguirà lo stesso percorso domani. L’unica vera buona notizia arriva per Enrico Ronchi, marito di Patrizia Del Zotto, che tra oggi e domani sarà dimesso e potrà tornare a casa, in buone condizioni di salute. Le due nuove emergenze riaprono la ferita, allargano le paure: «Problemi respiratori e sintomi riconducibili a sospetta intossicazione da tallio», spiega l’ospedale relativamente all’anziano di 83 anni, che poche ore dopo è stato raggiunto dalla moglie. «Entrambi presentano sintomi riferibili ad intossicazione da tallio e hanno iniziato la terapia. Le loro condizioni cliniche sono stabili», è il bollettino medico.

Paradossalmente, i due ultimi ricoveri danno un assist agli inquirenti. Che a questo punto potrebbero mettere definitivamente in un angolo la pista friulana, visto che i due anziani coniugi non hanno trascorso la villeggiatura a Varmo, nella casa della famiglia Del Zotto in provincia di Udine. Cosa dunque possono avere ingerito, tutte e otto le persone colpite? Quale alimento o bevanda? Chi e come può averla tragicamente “condita” con il tallio? E come mai tutti gli alimenti campionati nella villa di via Fiume sono risultati negativi alla presenza di tallio? Gli interrogativi continuano a intrecciarsi nella testa degli inquirenti. E non solo nella loro: «Ci pensiamo tutti i giorni – dice una cugina dei Del Zotto, che abita a Nova Milanese –. Chi? Come? Dove? Quando? Non c’è nulla di chiaro in questa faccenda. È qualcosa di assurdo, di inspiegabile. Se ne sono sentite di tutti i colori, ma la verità ancora non c’è. Speriamo emerga presto, perché non se ne può più».

Appresa la notizia degli ultimi due ricoveri, la signora non si dà pace: «Pure loro? Non è possibile – dice –. Ho parlato con la figlia, la moglie di Domenico, qualche giorno fa, mi ha raccontato che tutti e due i genitori non stavano bene. Il papà aveva problemi intestinali, la mamma di altro genere. Mai avrei pensato al tallio. Li avevo visti ai funerali, più di un mese fa. È assurdo...». E invece i riscontri porterebbero proprio al killer silenzioso, che non accenna a interrompere la sua azione. Una tragedia per la quale non si intravede la fine, che allarma tutta la comunità novese. La speranza univoca è che gli inquirenti possano riuscire a risolvere il caso, il fascicolo per omicidio colposo e lesioni aperto dalla Procura di Monza possa essere chiuso al più presto e tutti i famigliari possano superare indenni gli effetti devastanti della sostanza. Il prezzo pagato da questa famiglia di Nova, apprezzata da tutti in città, è già stato davvero troppo alto.