Monza, 20 marzo 2017 - Una preziosa croce in cristallo che custodisce al proprio interno una croce «umile» in ferro. Sarà questo il dono che due grandi artisti faranno a Papa Francesco durante la sua ormai prossima visita in Brianza. L’opera è stata realizzata dal lissonese Max Marra e da Silvio Vigliaturo, due grandi amici che hanno unito le proprie forze e le loro creatività per realizzare un pezzo veramente unico ed originale.

Un omaggio al Papa che viene da molto lontano e da una spiritualità che ha sempre accomunato entrambi gli artisti. Marra è nato a Paola, città che diede in natali a San Francesco da Paola e Vigliaturo ad Acri dove nacque il Beato Angelo. Due città dalla forte cristianità: «Abbiamo voluto unire le nostre sinergie artistiche - ha affermato Max Marra che già in passato ha donato opere al pontefice - per creare qualcosa che potesse rappresentare al meglio il concetto dell’umiltà e della chiarezza. Quale migliore materiale se non il vetro con la sua trasparenza e il ferro, entrambi forgiati dal grande calore. Un lavoro che ci ha assorbito per alcuni mesi. La croce in ferro è stata realizzata assemblando tra loro cinque lunghissimi chiodi, fatti a mano e forgiati a caldo, che abbiamo estratto da una grossa trave ritrovata in una vecchia cascina lombarda. Chiodi che hanno una storia e che sono serviti a tenere in piedi l’edificio. Abbiamo interessato la Camera di Commercio e il Consorzio della Villa Reale per potere consegnare l’opera. Siamo in attesa di una loro risposta».

Silvio Vigliaturo ha interpretato la croce in maniera poetica coniugando la semplicità del vetro con la forza del manufatto: « Credo - ha aggiunto Vigliaturo, uno tra i più importanti artisti del vetro - che questa opera racchiuda proprio tutte le caratteristiche di trasparenza, povertà ed umiltà che contrandistinguono questo grande pontefice«. Ieri mattina la scultura è arrivata a Lissone direttamente dalla bottega artistica di Chieri dove è stata ultimata la fusione. Artista di grande vitalità e forza espressiva Max Marra risiede a lavora a Lissone da ormai molti anni. Un artista multidisciplinare che ha sempre indirizzato la propria ricerca verso l’integrazione del disegno, della pittura, della scultura utilizzando materiali di forte comunicazione poetica che si coniugano al linguaggio artistico delle avanguardie storiche. Fu selezionato da Vittorio Sgarbi per la mostra «L’arte non è cosa nostra» inserita nell’ambito della 54a Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Il suo nome e le sue opere compaiono anche su numerosissimi libri e collane editoriali tra i quali «1000 artisti per una indagine eccentrica sull’arte in Italia» di Philippe Daverio, «Fotografia contemporanea« di George O’Neill e «Fatti d’arte« di Teodolinda Cortellaro. Ricca di riconoscimenti anche la carriera di Silvio Vigliaturo che nel 2006 è stato il testimonial artistico dei XX Olimpiade invernale di Torino.