Cogliate (Monza), 2 dicembre 2017 - Scavare nel recente passato della coppia nel tentativo di ricostruire cosa abbia potuto spingere Sabrina Amico ad uccidere a martellate il convivente nel sonno. Lo stanno facendo gli inquirenti per fare luce sul delitto di Marco Benzi, il 43enne che da due anni viveva, insieme alla 37enne (ora in carcere con l’accusa di omicidio volontario premeditato) e ai due figli di 10 e 12 anni della donna, nell’appartamento di via Mascagni a Cogliate teatro della tragica vicenda.

Le indagini dei carabinieri della Compagnia di Desio, coordinate dal pm monzese Alessandro Pepè, mirano anche ad approfondire l’esposto per presunti maltrattamenti in famiglia presentato da un vicino di casa, agente di polizia penitenziaria, che li sentiva spesso litigare e distingueva le urla di Benzi mentre inveiva contro la donna e i bambini, con sottofondo di rumori di oggetti infranti. Una segnalazione giunta alla Procura di Monza, che aveva aperto un fascicolo penale, delegando accertamenti non ancora partiti.

Si cercano riscontri al racconto di Sabrina, che sostiene di avere ucciso Marco Benzi perché sospettava (dopo avere istallato un dispositivo sul telefonino dell’uomo che eseguiva registrazioni) avesse attenzioni morbose verso i suoi figli e anche comportamenti inadeguati con gli animali di casa, due cani e una gatta. La 37enne temeva anche che avesse ripreso a fare uso di droga. Per questo voleva che se ne andasse da casa, ma era convinta che non sarebbe stato facile, tanto che aveva già chiesto e ottenuto dalla mamma la disponibilità ad essere accolta con i figli a casa sua.

Difficile allora al momento capire come mai, invece, ha finito per uccidere il convivente nel sonno, tentando, prima di usare un coltello e pure di strangolarlo, poi infierendo su di lui con un martello. I primi esiti dell’autopsia parlano non di uno ma di diversi colpi alla testa, tra cui quello mortale alla tempia. I funerali saranno celebrati oggi alle 10.30 nella chiesa di San Francesco a Cesate.