Cogliate (Monza), 28 Novembre 2017 - Un esposto presentato da un'agente di polizia penitenziaria vicina di casa di Marco Benzi e Sabrina Amico su presunti maltrattamenti in famiglia da parte del 43enne, sentito spesso inveire nell'appartamento contro la donna e i figli di lei, con urla e rumori di oggetti infranti.

Una segnalazione giunta alla Procura di Monza, che aveva aperto un fascicolo penale, ma le indagini che si stavano avviando non procederanno perchè sabato scorso Marco Benzi è stato ucciso a martellate in testa nel sonno dalla convivente di 37 anni, ora in carcere con l'accusa di omicidio volontario premeditato. La donna ha dichiarato agli inquirenti di averlo ucciso perchè sospettava (dopo avere istallato un dispositivo sul telefonino dell'uomo che eseguiva registrazioni) che avesse ripreso a fare uso di droghe e che molestasse sessualmente i suoi bambini di 10 e 12 anni, in un racconto confuso e al momento senza riscontri che però, inspiegabilmente, non fa alcun cenno a presunti maltrattamenti e azioni violente da parte del 43enne, nei cui confronti Sabrina non ha presentato mai alcuna denuncia.

Anche per questo motivo il pm monzese Alessandro Pepè ha deciso di sottoporre la 37enne ad una perizia psichiatrica per capire se fosse sana di mente al momento dell'omicidio. Intanto stamattina si è tenuta davanti al gip del Tribunale di Monza Silvia Pansini l'udienza di convalida dell'arresto dove la Amico, in stato confusionale (probabilmente perchè sotto l'effetto di psicofarmaci), su consiglio dei suoi difensori, gli avvocati Stefania Ghezzi e Giancarlo Cozzi, si è avvalsa della facoltà di non rispondere.