Monza, 13 ottobre 2017 - Dopo le tre vittime da tallio che hanno colpito la famiglia Del Zotto, con altre tre persone dello stesso nucleo familiare ancora ricoverate, seppur in netto miglioramento, il dottor Vittorio Baldini, direttore dell'Unità Operativa Complessa di Medicina Generale dell'ospedale di Desio, ci spiega nel dettaglio come questo tipo di intossicazione possa aver pesantemente compromesso il quadro clinico dei pazienti.

In particolare, in riferimento all’ultimo decesso, quello di Maria Gioia Pittana di 87 anni, Baldini sottolinea come “certamente i valori del tallio sia a livello plasmatico che urinario risultavano ancora elevati anche se in riduzione, ma è difficile affermare che sia stata questa la causa del decesso visto che la signora presentava già un quadro clinico compromesso a seguito dei gravi problemi neurologici presenti e di uno stato di coscienza critico. In una situazione di questo tipo, e data l'età del soggetto, l’elevata presenza di tallio può essere stata fatale”. Ricoverati presso il nosocomio di Desio si trovano ancora Laura Del Zotto ed Enrico Ronchi, rispettivamente sorella e marito di Patrizia Del Zotto deceduta lo scorso 2 ottobre, oltre a Serafina Pogliani, la badante dei due anziani coniugi. Le condizioni dei ricoverati stanno decisamente migliorando con i dosaggi urinari e plasmatici del tallio che mostrano una curva in progressiva riduzione.

Ma il grande mistero riguarda le modalità di assunzione di questa sostanza che ha distrutto un’intera famiglia. Secondo lo stesso primario, "il tallio è presente nell'acqua e in alcuni alimenti come i cereali, ma non solo. Come sia stato assunto rimane del tutto incerto. Tra l'altro, per la medicina si tratta di una casistica quasi completamente sconosciuta e per questo di elevato interesse scientifico. Dopo questa drammatica esperienza potremo capire meglio effetti e decorso dell'intossicazione da tallio". La procura di Monza intanto è al lavoro mentre nei prossimi giorni sono attesi i risultati dell’autopsia sulle persone decedute.