Monza, 23 giugno 2017 - "La morte del bambino" malato di leucemia per le complicanze del morbillo "è un fatto molto drammatico che colpisce e addolora tutti. Si tratta di un bambino che era immunodepresso. Troppe volte sentiamo dire sul tema dei vaccini in questi giorni che non ci sono epidemie e che non c'è necessità di vaccinare i propri figli. Ciò che è successo è un pugno nello stomaco, perché questo era un bambino che non poteva vaccinarsi e ha contratto il morbillo e non è stato in grado di vincere questa malattia. Questo richiama tutti: vaccinarsi è fondamentale, è la scelta giusta per la salute dei nostri figli e per tutelare coloro che non possono vaccinarsi". Queste le parole dell'assessore al Welfare della Lombardia, Giulio Gallera sulla morte del bimbo di 6 anni affetto da leucemia al San Gerardo di Monza a causa di alcune complicanze dovute al morbillo. Si tratterebbe del primo caso del genere in Lombardia

Un bambino che non aveva potuto vaccinarsi perché immunodepresso e che si è ammalato con esiti mortali proprio mentre attendeva un trapianto che nella stragrande maggioranza dei casi avrebbe potuto salvarlo. Il piccolo, sei anni, era in attesa di trapianto di midollo. Poi, però, a bussare al suo corpo già debilitato è arrivato il morbillo, è rimasto contagiato e le sue speranze di vita sono precipitate. A contagiare il piccolo sarebbero stati i fratelli maggiori che non erano stati vaccinati. A confermarlo fonti ospedaliere, secondo cui la famiglia avrebbe preferito non far vaccinare i due figli più grandi, nonostante il più piccolo – a causa della leucemia – avesse un sistema immunitario compromesso.

"Da mesi stiamo lavorando tantissimo sulla sensibilizzazione" in merito all'importanza dei vaccini e "abbiamo costruito un sito, una app, e responsabilizzato i pediatri - ha aggiunto Gallera -. La Regione Lombardia è in prima linea su questo tema. E abbiamo lavorato sulla consapevolezza, sul portare le famiglie a capire l'importanza dei vaccini. Emerge però che, forse, nei confronti di alcune famiglie e di chi scende in piazza con motivazioni totalmente irrazionali e illogiche, l'obbligatorietà è l'unica strada per fare capire che la salute dei figli va al di là delle notizie diffuse su internet e delle farneticazioni". 

"Una tragedia, questo bimbo è morto per il morbillo, noi ce l’abbiamo messa tutta": sono le parole di Andrea Biondi, primario della clinica pediatrica del San Gerardo. Gallera ha aggiunto: "La storia di questo piccolo è l’esempio di come la cosiddetta ‘immunità di gregge’ sia fondamentale per la protezione di coloro che, per la loro malattia o per lo stato di trattamento in cui si trovano, non sono protetti, anche quando fossero vaccinati dal morbillo così come da altre malattie infettive". Colpita anche Beatrice Lorenzin, ministro della Salute: "È dolorosissimo - dice - commentare la morte del bimbo che si sarebbe probabilmente salvato dalla leucemia ma che il morbillo ha ucciso perché, essendo malato, non poteva essere vaccinato. Succede, come dice la scienza, quando manca l’ immunità di gregge. Non serve aggiungere parole, bisogna rispettare la medicina e le verità scientifiche per fare il bene dei nostri figli. Sono vicina ai genitori e al loro immenso dolore".