Roncello (Monza), 13 aprile – Fabbrica chiusa, guardie ai cancelli: rientro negato in reparto agli operai della K-Flex, che ieri avevano annunciato la sospensione dello sciopero dopo 80 giorni di protesta e il ricorso al giudice del lavoro per chiedere l'annullamento dei 187 licenziamenti confermati dall’azienda in tutte le sedi. Al loro arrivo, alle sei del mattino, i lavoratori hanno trovato le porte sbarrate e un cordone di vigilantes schierato a proteggerle. Fra le parti è muro contro muro.

La battaglia che va avanti dal 24 gennaio, si sposta in Tribunale. Il Gruppo è stato denunciato per condotta anti-sindacale: “Ha violato l’accordo sottoscritto a dicembre in cui si impegnava a mantenere il sito a Roncello e a non ridurre personale fino al 2018”, ricorda Matteo Moretti della Filctem Cgil. K-flex, che si è presentata una sola volta su tre al tavolo del ministero dello Sviluppo Economico, convocato dal viceministro Teresa Bellanova per raddrizzare  la vertenza, ha spiegato di aver messo sul piatto "una prima offerta di incentivi all'esodo".

Quindicimila euro a testa: questo l'esborso promesso dalla famiglia Spinelli, proprietaria del gigante della gomma-plastica. "Una proposta ridicola", replicano i sindacati "per una società che continua a fare utili e delocalizza solo per fare più profitto. Noi vogliamo lavoro, non mance". La mobilitazione continua.