Monza, 1 ottobre 2017 - Un'intera famiglia brianzola avvelenata dal tallio, ricoverata in ospedale dopo una vacanza in Friuli e una dei suoi componenti, una donna di 62 anni, che si trova ora in coma. Ma cosa è successo? Perché due anziane sorelle, una delle quali - quella in coma - colta da infarto in ospedale, e i loro ancora più anziani genitori, dopo una vacanza nella loro tenuta di campagna, hanno cominciato ad accusare malori sfociati in un ricovero. Perché nel loro sangue ci sono tracce evidenti di intossicazione da tallio?

Tutto comincia lunedì scorso. Rientrate da poco da una vacanza in famiglia, le due sorelle si sentono male. Hanno dolori e problemi gastrici. Vanno in ospedale, ma ne vengono dimesse entrambe. Tre giorni più tardi, la sorella più anziana torna: sta ancora male, molto male. E in corsia viene colta da arresto cardiaco. Le analisi a cui viene sottoposta scoprono nel suo sangue una forte intossicazione da tallio: ora è ricoverata in coma. Anche la sorella più giovane, 58 anni, viene richiamata in via precauzionale dai medici: anche nel suo sangue c’è parecchio tallio, nonostante non stia così male. E pure gli anziani genitori a quel punto vengono chiamati nella stessa struttura: ovviamente, anche per loro c’è tallio nel sangue.

LEe ipotesi per ora sembrano abbastanza incerte. Si parla di topicidi, o forse di un pesticida utilizzato per bonificare un fienile vicino a casa e popolato dai piccioni. Si parla anche delle feci dei volatili, che potrebbero avere al loro interno una forte e pericolosa concentrazione da tallio. I carabinieri sono andati a effettuare analisi in Friuli per capire. Hanno scoperto che effettivamente era stata effettuata una disinfestazione per i topi nei terreni a fianco alla casa. Hanno trovato escrementi di piccione nel fienile. Ma può bastare? La memoria non può che correre alla letteratura poliziesca. Nel libro “Un cavallo per la strega” di Agatha Christie, il tallio è l’arma perfetta alla base di una serie di inquietanti omicidi. Perché il solfato di tallio, termine che deriva dal greco e significa “germoglio verde” dal colore che i sali di tallio danno alla fiamma, è incolore, insapore e solubilissimo in acqua. Insomma, una sostanza comodissima per chi vuole disfarsi di qualcuno avvelenandolo. Il tallio infatti non agisce subito ma dopo circa una settimana dalla sua ingestione e lo fa con astuzia sottile, con sintomi che simulano altre malattie come l’epilessia, l’encefalite, la nevrite. La gastroenterite, come a Nova Milanese.