Monza, 9 gennaio 2017 - Oltre 200 accessi in 24 ore al pronto soccorso del San Gerardo di Monza. Almeno 100 in quello di Desio. Ospedali presi d’assalto negli ultimi giorni a causa del picco influenzale che aggrava  il già pesante flusso quotidiano di pazienti. In ogni caso in entrambi gli ospedali sono a disposizione posti letto liberi utilizzabili per ricoveri influenzali: a Desio attualmente ce ne sono 14 oltre a 9 in psichiatria e uno in terapia intensiva, mentre a Monza i letti sono 54 nei reparti chirurgici e 5 in psichiatria.

"Le strutture della Asst di Monza stanno rispondendo efficacemente all’emergenza. Il piano sovraffollamento approntato e la determinazione degli operatori garantiscono un servizio adeguato – le parole del direttore dell’Asst di Monza, Matteo Stocco –. Un richiamo importante e doveroso alle campagne vaccinali, consigli utili, che se seguiti, in particolare dalle categorie a rischio, farebbero ridurre la pressione nei pronto soccorso e il numero dei contagiati". Già da dicembre nei pronto soccorso brianzoli è stato registrato un "notevole incremento dei volumi di attività che ha coinvolto prevalentemente pazienti in codice rosso (+30%) e in codice giallo (+17%). Lo straordinario incremento di pazienti a elevata complessità assistenziale è stato concomitante con l’incremento dell’incidenza di sindromi influenzali che, in maniera inattesa, ha superato quanto osservato l’anno scorso. E le ultime due settimane hanno fatto registrare un continuo incremento degli accessi".

A fare il punto della situazione in Brianza arrivata ormai ai limiti del sovraffollamento è il direttore socio-sanitario dell’Ats, Oliviero Rinaldi: "Gli ospedali di Monza, Desio e Vimercate hanno prontamente risposto all’eccezionale afflusso di pazienti attivando le azioni previste dal proprio Piano di gestione del sovraffollamento che prevede l’aumento di posti letto e, in considerazione della crescente necessità di ospedalizzazione dei pazienti, quest’anno sono stati aggiunti, in accordo con Ats, ulteriori 47 posti letto". Tuttavia, il pesante carico ha esaurito anche le dotazioni aggiuntive "rendendo necessario l’accordo con alcune strutture sanitarie private accreditate (G.B. Mangioni Hospital, Casa di Cura Beato Luigi Talamoni, Istituti Clinici Zucchi e INRCA) che hanno dato disponibilità ad accogliere pazienti da ricoverare". Una decisione presa dall’Unità di crisi dei pronto soccorso attivata dall’Ats proprio per far fronte al picco di influenza.

In questo quadro, "abbiamo chiesto ai medici di famiglia e ai pediatri di contribuire alla gestione dei pazienti in condizioni cliniche meno gravi (codici bianchi) limitando la necessità di ricorrere al pronto soccorso – aggiunge Silvano Lopez, direttore sanitario di Ats –. Contemporaneamente, coinvolgeremo le strutture ambulatoriali territoriali al fine di garantire l’accesso diretto per prestazioni di diagnostica per immagini di tipo tradizionale (RX torace) in modo da rendere più efficienti e tempestivi i percorsi diagnostico-terapeutici dei pazienti. Inoltre i medici di base e i pediatri di libera scelta negli ultimi giorni hanno garantito l’apertura degli ambulatori nei giorni prefestivi".