Brugherio (Monza e Brianza), 13 febbraio 2018 - È in coma, da venerdì pomeriggio. In prognosi riservata. E ancora non ci sa cosa gli sia davvero accaduto. Ha i contorni per il momento dell’autentico giallo la vicenda di F.C., il ragazzo di 24 anni finito in coma mentre era al lavoro in via Buozzi 10 a Brugherio, alla D.n.p. Industriale Srl, azienda dove si fanno raccordi per tubi e apparecchiature oleodinamiche, giunti e raccordi in plastica per tubi e maniche. In gravissime condizioni, ma non in pericolo di vita, il giovane operaio è appunto in prognosi riservata. 

Da quanto trapela dalle indagini aperte della Polizia locale di Brugherio, il giovane era al suo primo giorno di lavoro a Brugherio per conto di una cooperativa esterna impiegata in quell’azienda. Era alla guida di un muletto impegnato nell’area magazzino dell’azienda, alle prese con bancali carichi di merce. Ed è qui, in mezzo agli scaffali, riverso a terra vicino al muletto, che lo hanno trovato venerdì pomeriggio scorso i suoi colleghi, che hanno dato l’allarme.
Inizialmente si è pensato che il ragazzo, residente a Sesto San Giovanni e padre di una bambina di appena tre mesi, fosse stato vittima di un infortunio sul lavoro, forse di uno schiacciamento, come ipotizzava inizialmente lo stesso 112 che ha inviato sul posto in codice rosso ambulanza e auto medica.

Poi però sul giovane, in arresto cardiaco, non sono emersi segni compatibili con un infortunio. Nessuna ferita, insomma, nessuno schiacciamento. E allora cosa era accaduto? Un malore, si è presto immaginato. Ma anche qui le cose non sono così chiare: rianimato con una iniezione di adrenalina, il battito del cuore del giovane è ripartito immediatamente. E pur rimanendo in stato di incoscienza, il ragazzo è apparso in buone salute. Perfetto il suo cuore, perfetti i polmoni. Nessun problema evidente, dunque. Intanto proseguono le indagini cliniche, bisogna capire ad esempio da quanto tempo il 24enne fosse in arresto cardiaco quando è stato trovato, per valutare eventuali danni neurologici dovuti a una prolungata atossia, vale a dire alla mancanza di ossigeno al suo cervello. In attesa che gli inquirenti, che stanno scandagliando ogni eventualità, riescano a capire cosa è davvero avvenuto.